Maturità 2026, colloquio stravolto: obbligatorio affrontare tutte le fasi, fino a 5 punti sulla maturazione

Maturità 2026, colloquio stravolto: obbligatorio affrontare tutte le fasi, fino a 5 punti sulla maturazione

La maturità 2026 introduce novità significative al colloquio orale: struttura rigida in fasi obbligatorie, fino a 5 punti sulla maturazione personale e stop alla scena muta.
Maturità 2026, colloquio stravolto: obbligatorio affrontare tutte le fasi, fino a 5 punti sulla maturazione

L’orale della maturità 2026 segue una struttura articolata in fasi successive e obbligatorie. Il candidato inizia con il racconto di sé, momento in cui presenta il proprio percorso formativo e le motivazioni che hanno orientato le scelte scolastiche.

Subito dopo passa all’illustrazione delle quattro materie d’esame, dimostrando la capacità di collegare saperi disciplinari e di costruire ragionamenti interdisciplinari.

La sequenza prosegue con l’esposizione dell’esperienza di scuola-lavoro, nella quale lo studente descrive competenze acquisite e attività svolte in contesto professionale. Infine viene valutata la conoscenza dell’educazione civica, ambito che include temi di cittadinanza, sostenibilità e costituzione.

Rispetto all’impostazione precedente, la modifica introduce una scansione più rigida e vincolante, che richiede al candidato di affrontare tutti i segmenti in modo attivo e consapevole, senza possibilità di omettere alcuna fase del colloquio.

La nuova griglia di valutazione: il peso della maturazione

La griglia che regola la valutazione del colloquio dell’esame di Stato 2026 introduce un parametro sostanziale: fino a cinque punti su venti vengono assegnati alla maturazione personale e formativa del candidato. Questo criterio, inserito tra i parametri che guidano i giudizi delle commissioni, attribuisce un peso specifico alla crescita complessiva dell’alunno, integrando nell’orale dimensioni che vanno oltre la sola preparazione disciplinare.

Il punteggio dedicato alla maturazione rappresenta un quarto del totale dell’orale e richiede alle commissioni di osservare e valutare il percorso evolutivo dello studente, considerando capacità riflessive, consapevolezza critica e autonomia nell’organizzazione del proprio discorso.

La nuova configurazione della griglia modifica in modo significativo il quadro di riferimento per l’attribuzione dei punti, incidendo direttamente sulla preparazione e sulla strategia con cui i candidati affrontano il colloquio, che non può più concentrarsi esclusivamente sui contenuti delle materie d’esame.

La partecipazione obbligatoria: conseguenze della “scena muta”

L’esame di Stato 2026 introduce un vincolo decisivo: la partecipazione attiva a tutte le fasi del colloquio diventa condizione necessaria per la validità della prova. Chi sceglie di non rispondere o resta in silenzio di fronte alla commissione – la cosiddetta “scena muta” – viene automaticamente bocciato.

La norma stabilisce che l’esame è valido soltanto se il candidato prende parte in modo effettivo a ogni segmento dell’orale: dal racconto di sé fino alle domande su educazione civica e scuola-lavoro. L’assenza di interazione in una qualsiasi delle fasi comporta la non validità della prova e, di conseguenza, il mancato conseguimento del diploma.

Questa disposizione esclude definitivamente le tattiche elusive che in passato consentivano ai candidati di sottrarsi temporaneamente al confronto con la commissione. Ora la presenza fisica non basta: è richiesto un coinvolgimento concreto e verificabile in ciascuna delle parti previste dal colloquio.

L’indirizzo politico: la modifica su input del ministro

Le innovazioni introdotte per il colloquio dell’esame di Stato 2026 risalgono a un preciso indirizzo politico del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. L’intervento ha modificato in profondità l’impianto dell’orale rispetto alla formulazione precedente, ridisegnando sia la struttura che i criteri di valutazione applicati dalle commissioni d’esame.

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