Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha varato due decreti ministeriali che mettono a disposizione delle scuole italiane 331 milioni di euro, destinati alla formazione digitale in servizio e all’acquisto di dotazioni tecnologiche. L’intervento si articola su tre linee: 161,1 milioni per i percorsi formativi rivolti a docenti e personale educativo, 120 milioni per l’acquisizione di dispositivi digitali da concedere in comodato d’uso al personale scolastico e 50,3 milioni per l’aggiornamento professionale del personale ATA.
La misura nasce anche per compensare le restrizioni introdotte con il recente restyling della carta docente, che ha ridotto il bonus formazione da 500 a 383 euro e ha limitato l’acquisto di hardware e software a una cadenza quadriennale.
I fondi per la formazione dei docenti
La prima linea d’intervento mette a disposizione 161,1 milioni di euro per sostenere percorsi formativi rivolti a docenti e personale educativo delle scuole statali, sia di ruolo sia con incarico a termine nell’anno scolastico 2025/26. Le scuole hanno tempo fino al 15 maggio per presentare candidatura e accedere alle risorse, distribuite proporzionalmente in base agli organici.
I percorsi si articolano in moduli da 30 o 60 ore, con possibilità per ciascun istituto di richiederne più d’uno della stessa tipologia per ampliare la platea dei beneficiari o rafforzare specifici ambiti. Ogni modulo prevede fino a 20 iscritti e la presenza di un esperto formatore, retribuito fino a 70 euro l’ora, affiancato da un tutor che percepisce fino a 30 euro l’ora.
Le competenze rafforzate attraverso la formazione spaziano dalle discipline alle metodologie pedagogiche, dalle tecnologie didattiche alla progettazione educativa, dalla gestione della classe all’orientamento e all’organizzazione scolastica. Il finanziamento assegnato varia tra 14mila, 21mila e 35mila euro per progetto, calcolato automaticamente dal sistema informativo in base alla durata dei percorsi, al numero di partecipanti e alle scelte opzionali, consentendo alle scuole di calibrare le attività per massimizzare l’importo ottenibile.
Gli strumenti digitali in comodato
I 120 milioni della seconda linea d’intervento consentono alle scuole di acquistare dispositivi e strumenti da concedere gratuitamente in comodato al personale scolastico. Tra le dotazioni ammissibili figurano computer fissi (desktop, all-in-one) e portatili (laptop, notebook, netbook), tablet equipaggiati con microfono, speaker e webcam, accessori hardware e periferiche, licenze software per piattaforme di e-learning, oltre a libri e sussidi didattici in formato digitale.
Ogni istituto può ottenere un finanziamento compreso tra 4mila e 30mila euro, sulla base delle dimensioni e dei fabbisogni. Il decreto pone alcuni vincoli precisi: la quota di software non può superare il 20% dell’importo totale e sono ammessi esclusivamente software di sistema e didattico. Le scuole hanno avuto tempo fino alle ore 18 del 12 maggio per inviare le richieste di adesione e progettare gli acquisti.
L’iniziativa risponde all’esigenza di compensare le restrizioni introdotte sulla carta docente, che dal 2025/26 limita l’acquisto di hardware a intervalli di quattro anni.
L’aggiornamento per il personale ATA
Il pacchetto di interventi si completa con 50,3 milioni destinati alla valorizzazione professionale del personale tecnico-amministrativo, comunemente definito ATA. Le risorse verranno assegnate alle scuole polo per la formazione, individuate dagli Uffici scolastici regionali, e ripartite in modo equo su tutto il territorio nazionale.
L’obiettivo è garantire la progettazione, l’organizzazione e la gestione di attività formative mirate a rafforzare le competenze operative e gestionali del personale che assicura il funzionamento quotidiano degli istituti, dalla segreteria ai servizi tecnici e ausiliari.
La stretta sulla carta docente e l’anno zero
Nel 2025/26 il bonus formazione scende da 500 a 383 euro, pur allargandosi a oltre un milione di beneficiari. La platea comprende ora docenti di ruolo, precari con incarico fino al 30 giugno o 31 agosto e personale educativo di convitti ed educandati: in totale 253mila persone in più rispetto alla dotazione originaria.
La card ammette l’acquisto di strumenti musicali e servizi di trasporto, ma introduce vincoli più rigidi per hardware e software, utilizzabili soltanto alla prima erogazione e poi a cadenza quadriennale. Il 2025/26 rappresenta l’anno zero: tutti, sia chi già percepiva il bonus sia chi lo riceve per la prima volta, possono destinare i 383 euro a Pc e tablet.
Il successivo rinnovo degli acquisti informatici sarà consentito solo tra quattro anni.