Nel giorno in cui prende avvio il secondo giro di immatricolazioni alle facoltà di Medicina, tutti i posti disponibili nelle università statali italiane risultano occupati. Sono stati assegnati i 17.278 slot complessivi previsti per l'anno accademico 2026, completando così l'offerta formativa destinata ai nuovi iscritti.
Il processo di assegnazione ha seguito una scansione temporale precisa: la graduatoria nazionale è stata pubblicata l'8 gennaio e la prima finestra di immatricolazione si è chiusa una settimana dopo, il 15 gennaio.
Tuttavia, per riempire tutti i posti disponibili non è bastato questo primo passaggio: alcuni studenti non hanno formalizzato l'iscrizione, probabilmente perché assegnati a sedi diverse dalla prima scelta in base ai punteggi ottenuti.
Parallelamente alla saturazione dei posti, emerge un altro dato significativo: circa 10.000 studenti hanno almeno un debito formativo da colmare. Gli atenei hanno già predisposto gli esami di recupero necessari per consentire a questi iscritti di sanare le lacune evidenziate in fase di valutazione iniziale e proseguire regolarmente il percorso di studi.
Gli ultimi posti e la riassegnazione: 707 disponibilità tra 16 e 19 gennaio
Il primo giro di immatricolazioni, avviato l'8 gennaio con la pubblicazione della graduatoria nazionale e concluso una settimana dopo, non è stato sufficiente a coprire tutti i posti disponibili. Alcuni studenti, pur risultando assegnatari, non hanno presentato domanda di iscrizione, spesso perché collocati in atenei diversi dalla prima scelta a causa del punteggio ottenuto.
Il 16 gennaio il Ministero ha comunicato i posti residui: 707 in totale, di cui 385 riservati a studenti dell'Unione Europea. Per accedere a queste disponibilità, gli studenti hanno potuto presentare richiesta tra il 16 e il 19 gennaio, consultando sul portale Cineca l'elenco aggiornato dei posti rimasti scoperti presso ogni singolo ateneo.
La procedura ha permesso di colmare le lacune della prima assegnazione e ha aperto la strada al secondo giro di iscrizioni, attivo dal 21 gennaio fino al 24 dello stesso mese, consentendo ulteriori assestamenti nella distribuzione degli studenti tra le diverse sedi universitarie.
La sede di Tirana e le rette: il caso dei 9.650 euro poi allineati
L'università Tor Vergata di Roma ha registrato la maggiore disponibilità residua nella propria sede di Tirana, con 124 posti liberi, di cui 96 riservati agli studenti dell'Unione europea. Il dato è arrivato dopo una polemica sulla retta annuale fissata inizialmente a 9.650 euro, successivamente modificata e allineata ai costi degli atenei italiani per garantire uniformità.
Subito dopo Tirana, considerando solo i posti Ue, figuravano la sede romana di Tor Vergata con 25 disponibilità e l'ateneo di Siena con 22. Tutte queste posizioni sono state assegnate durante la finestra di richiesta attiva dal 16 al 19 gennaio, completando così il quadro delle immatricolazioni statali.
I prossimi passaggi per i corsi affini: graduatorie dal 28 e immatricolazioni entro il 31 gennaio
Concluso il secondo giro di immatricolazioni il 24 gennaio, prende avvio la fase dedicata ai corsi affini. A partire dal 28 gennaio sarà pubblicata una graduatoria specifica per i percorsi di area biomedica, farmaceutica, sanitaria e veterinaria, destinati agli studenti che non hanno ottenuto un posto in Medicina.
La finestra per perfezionare l'iscrizione a questi corsi alternativi rimarrà aperta fino al 31 gennaio, data ultima per garantire continuità formativa. Questa opportunità rappresenta il piano B più immediato per chi intende proseguire in ambiti disciplinari affini, permettendo di non perdere l'anno accademico e di rimanere in aree scientifiche coerenti con il percorso inizialmente scelto.