Recita di Natale, eliminati i simboli cristiani in una scuola elementare: la motivazione

Nei giorni scorsi tutte le scuole elementari italiane hanno visto i propri alunni essere protagonisti della classica recita di Natale. Nella scuola elementare di Belmonte del Sannio in provincia di Isernia in Molise, però per evitare di offendere le altre religioni, la preside ha deciso di eliminare i simboli cristiani. Nessun riferimento alla Natività. La rappresentante di istituto non ha scelto da sola, ma insieme ad altri docenti vista la presenza di cinque studenti di fede musulmana. Il parroco della cittadina non l’ha presa bene. E pensare che inizialmente i professori avevano anche pensato di rinunciare ad allestire il presepe. In realtà non è la prima volta in assoluto che accade una situazione simile in una scuola italiana, tuttavia l’opinione pubblica si spacca sempre a metà. Scopriamo cosa è successo in questo caso!

Recita di Natale, eliminati i simboli cristiani in una scuola elementare: la polemica

Recita di Natale, eliminati i simboli cristiani in una scuola elementare: la replica del parroco

Nella trasmissione Rete4 Zona Bianca sono stati realizzati dei servizi a riguardo, in seguito al post su Facebook dello stesso prete che ha definito questa decisione dalle “motivazioni alquanto discutibili“. Intervistato dall’emittente il parroco ha confermato che la scuola è laica, tuttavia ciò non significa che si possano mettere da parte le proprie tradizioni per accontentare gli altri: “Accogliere non significa rinunciare alle proprie radici“, ha ribadito in televisione.

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In seguito alla protesta del parroco, ovviamente è arrivata anche la risposta della preside: “La scuola educa alla presenza di più valori. Rispettare tutti senza escludere nessuno. Lo spettacolo non parla della Natività ma insegna ai bambini che gli alberi non devono essere sradicati“. E così la cittadina di Belmonte del Sannio si è ritrovata divisa su quanto accaduto: da una parte c’è chi pensa che le motivazioni del prete sulla tradizione siano giuste, dall’altra chi è invece a favore della svolta laica presa dalla preside e dall’istituto scolastico in modo tale da non infastidire nessuno. Ci sarà un ripensamento per il prossimo anno e per le prossime festività cristiane oppure no?