Professioni sanitarie, 38.184 posti a bando: le domande scadono il 10 settembre, test il 16

Professioni sanitarie, 38.184 posti a bando: le domande scadono il 10 settembre, test il 16

Le 41 università statali italiane aprono le iscrizioni ai corsi di laurea in professioni sanitarie con 38.184 posti disponibili. Domande fino al 10 settembre, test unico il 16 settembre.
Professioni sanitarie, 38.184 posti a bando: le domande scadono il 10 settembre, test il 16

Le 41 università statali italiane hanno aperto la finestra per presentare le domande di ammissione ai corsi di laurea in professioni sanitarie, con scadenze distribuite tra il 18 agosto e il 10 settembre 2026. La prova di ammissione è fissata per il 16 settembre in tutte le sedi.

Il quadro complessivo dell’offerta formativa nazionale comprende 38.184 posti distribuiti tra 50 atenei: 33.898 nei 41 atenei statali e 4.286 nelle 9 università non statali. I corsi disponibili sono 502, articolati sulle 22 professioni sanitarie, tra cui infermieri, fisioterapisti, ostetriche, logopedisti, tecnici di radiologia e di laboratorio.

L’allocazione dei posti è stata definita dal Ministero dell’Università con decreto n. 1.014 del 7 agosto, che ha coordinato l’intero calendario nazionale delle ammissioni e stabilito la data unica del test d’ingresso per gli atenei statali.

L’offerta formativa e l’aumento dei posti

Rispetto allo scorso anno accademico, l’offerta dei corsi di laurea nelle professioni sanitarie si amplia di 1.311 posti, segnando un incremento del 3,6% su scala nazionale. Infermieristica conferma il ruolo di perno dell’offerta con 20.672 posti disponibili, pari al 54,1% del totale, registrando una crescita dell’1,3%.

Le professioni riabilitative e tecniche fanno segnare aumenti significativi:

  • Fisioterapia passa a 4.086 posti con un balzo del 25%
  • Igiene dentale raggiunge quota 1.070 (+16%)
  • Ostetricia 1.350 (+7,1%)
  • Tecniche di radiologia medica 1.949 (+4,6%)

Incrementi minori, ma comunque rilevanti, per osteopatia, tecniche di laboratorio, logopedia e terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva.

In controtendenza cinque professioni:

  • Dietistica (-0,8%)
  • Educazione professionale (-1,2%)
  • Tecniche audioprotesiche (-5%)
  • Prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro (-2,2%)
  • Riabilitazione psichiatrica (-4,1%)

Il riassetto dell’area pediatrica segna una svolta: l’infermieristica pediatrica triennale viene disattivata e sostituita da un corso magistrale specialistico per le cure neonatali e pediatriche, con 119 posti.

Le candidature e i rapporti domanda/posto

Negli ultimi due anni, circa 64.000 studenti hanno presentato domanda per circa 36.000 posti disponibili, con un rapporto medio di quasi due candidati per ogni posto a bando. I dati mostrano però differenze marcate tra le professioni.

Fisioterapia registra la competizione più alta con 6,5 domande per posto, seguita da logopedia (4,3), ostetricia (3,1), dietistica (3,0), tecniche di radiologia (2,5) e igiene dentale (2,3). Infermieristica presenta un rapporto di 0,9, ma con forti variazioni territoriali: 0,7 nelle università del Centro-Nord contro 1,5 in quelle del Sud.

La tassa media d’iscrizione al test di ammissione è di 54 euro, con oscillazioni da 26 a 100 euro. Ogni ateneo prepara il proprio questionario d’esame, uniforme però per tutti i 22 corsi di laurea, e oltre la metà delle università statali si avvale del Consorzio CINECA per la gestione di un test standardizzato.

Gli sbocchi occupazionali per i laureati

Le professioni sanitarie si collocano stabilmente al primo posto fra tutte le aree disciplinari per tasso di occupazione. Secondo i dati AlmaLaurea, i laureati in questo settore raggiungono livelli di impiego compresi tra l’85% e l’88%, un valore che risulta doppio rispetto al 44% registrato come media complessiva delle sedici aree disciplinari censite.

I tempi di inserimento nel mondo del lavoro sono particolarmente brevi e le opportunità si articolano su più fronti. I neolaureati possono accedere a posizioni alle dipendenze di strutture pubbliche o private, oppure scegliere la libera professione.

Questa varietà di sbocchi risponde alle esigenze crescenti del sistema sanitario nazionale e alla domanda di competenze specialistiche diffusa sul territorio.

Le indicazioni pratiche per preparare la domanda

La finestra per presentare la candidatura rimane aperta dal 18 agosto al 10 settembre, con scadenze differenziate per ciascuno dei 41 atenei statali: L’Aquila ha chiuso già il 18 agosto, mentre Campobasso conclude il 10 settembre. Il test si svolgerà in un’unica data nazionale, il 16 settembre, per tutti i corsi e tutte le sedi.

Ogni università pubblica sul proprio portale le istruzioni dettagliate per compilare la domanda, le modalità di pagamento della tassa d’iscrizione e i requisiti documentali. La tassa varia da un minimo di 26 euro a un massimo di 100 euro, con una media di 54 euro.

È necessario consultare con regolarità i siti degli atenei di interesse per verificare eventuali aggiornamenti sui posti disponibili o modifiche alle procedure.

Il questionario d’esame è predisposto autonomamente da ciascuna università, pur rimanendo identico per tutti i 22 corsi attivati nello stesso ateneo. Oltre metà delle università statali si avvale del supporto del Consorzio CINECA, che garantisce l’adozione di un test unico standardizzato, facilitando l’omogeneità procedurale tra le diverse sedi.

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