Per l’anno accademico 2026/27 sono disponibili 27.001 posti totali per Medicina, di cui 18.830 riservati al semestre filtro negli atenei statali, pari al 69,7% dell’offerta complessiva. La percentuale si mantiene sostanzialmente stabile rispetto al 2025/26, quando i posti dopo il semestre rappresentavano il 71,9% del totale (17.278 su 24.026).
Negli atenei pubblici l’accesso rimane libero al primo semestre, con lo sbarramento posticipato all’inizio del secondo. La selezione avviene tramite graduatoria nazionale basata sui risultati di tre esami: biologia, chimica e fisica, previsti rispettivamente il 10 dicembre e l’11 gennaio. Nelle università non statali e nei corsi in lingua inglese restano invece i tradizionali test d’ingresso.
Gli iscritti al semestre filtro sono calati da 54.300 a 52.300, mentre i posti disponibili sono aumentati. Di conseguenza il rapporto teorico tra aspiranti camici bianchi e slot effettivi è salito dal 31,8% al 36%, passando da meno di un terzo a più di uno su tre candidati con possibilità di accesso.
La crescita dei corsi in inglese e l’Imat
L’offerta formativa in lingua inglese registra un’impennata significativa: i posti disponibili passano da 2.452 a 3.792, con un incremento del 54,6% rispetto all’anno accademico precedente. L’espansione coinvolge sia le università pubbliche, che salgono da 1.632 a 2.292 disponibilità (+40%), sia soprattutto gli atenei privati, dove la crescita risulta ancora più marcata con un balzo da 820 a 1.500 slot (+82%).
Questa dinamica conferma il crescente appeal dei percorsi internazionali e l’investimento degli atenei nel potenziamento dell’offerta rivolta a studenti italiani e stranieri.
L’accesso a tutti i corsi di Medicina in lingua inglese avviene attraverso una prova unica, l’Imat (International Medical Admissions Test), programmata per il 29 settembre 2026 e somministrata simultaneamente in Italia e all’estero. Il test garantisce uniformità di valutazione e rappresenta un punto di riferimento per chi punta a una formazione medica internazionale, con l’opportunità di competere su scala globale per l’assegnazione dei posti.
Le disponibilità negli atenei privati e i test interni
Gli atenei non statali registrano una crescita contenuta dell’offerta per il 2026/27. I posti complessivi assegnati tramite test d’ingresso interni passano da 4.296 a 4.320, con un incremento dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Una variazione minima, soprattutto se confrontata con il boom dei corsi in lingua inglese che caratterizza invece il panorama pubblico e privato.
La maggior parte delle selezioni nelle università private si è già svolta nei mesi scorsi, anticipando di fatto i tempi rispetto al calendario del semestre filtro e delle prove Imat. Questa quota di posti resta nettamente distinta da quella dei corsi in inglese, che seguono criteri e modalità di accesso differenti.
La distribuzione per ateneo e le variazioni rilevanti
La mappa dei posti disponibili dopo il semestre filtro conferma la distribuzione consolidata tra i principali atenei italiani. Roma Sapienza mantiene saldamente il primo posto con 1.918 slot complessivi, che includono anche le sedi di Latina e Rieti, in crescita rispetto ai 1.744 dell’anno precedente. Al secondo posto si colloca Napoli Vanvitelli con 840 posti disponibili tra le sedi di Napoli, Caserta e Castel Volturno, superando Bologna che retrocede al terzo posto con 835 slot, alla pari con Napoli Federico II.
Il dato più significativo riguarda Roma Tor Vergata, che registra una flessione da 740 a 580 posti. La riduzione è dovuta all’uscita della sede di Tirana dall’elenco dei corsi in lingua italiana: l’ateneo albanese, al centro di polemiche lo scorso anno anche per le tasse elevate poi ridimensionate, concorre ora esclusivamente per i corsi in inglese con 320 posti riservati ai cittadini extra-Ue.