Le istituzioni dell’Alta formazione artistica e musicale si affermano come terza componente dell’istruzione terziaria italiana, accanto a università e Its Academy. Secondo le stime provvisorie del Mur, gli iscritti totali hanno raggiunto 96.292 unità nell’anno accademico 2025/26, con un incremento dell’1% rispetto all’anno precedente e del 5,6% nel biennio.
Il sistema si articola in 165 istituzioni – 107 statali e 58 non statali – che includono Accademie, Conservatori e Istituti di design.
La fotografia aggiornata al 16 luglio scorso dal ministero dell’Università evidenzia la specificità del settore rispetto al panorama accademico tradizionale. La componente internazionale ha superato il 17% degli iscritti complessivi, un dato che contrasta nettamente con il 5,45% registrato negli atenei.
Le matricole e le differenze tra accademie e conservatori
Le immatricolazioni nel 2025/26 si attestano a 34.390 unità, con una flessione contenuta rispetto ai 34.555 del 2024/25 (–0,48%) e ai 34.445 del 2023/24 (–0,16%). La sostanziale stabilità nasconde però andamenti divergenti tra le diverse tipologie di istituti.
Le Accademie di belle arti registrano un trend positivo costante: 11.640 nuovi iscritti contro gli 11.115 del 2024/25 e gli 11.332 del 2023/24. I Conservatori di musica statali mostrano invece un profilo altalenante, con 11.945 matricole nel 2025/26 a fronte delle 11.994 dell’anno precedente e delle 11.489 di due anni fa.
Diverso il quadro se si osservano gli iscritti totali. Le Accademie di belle arti crescono da 32.073 (2023/24) a 34.288 (2024/25) fino a 35.038 nel 2025/26. I Conservatori statali seguono una progressione analoga: 29.385, 30.604 e 31.391 studenti nei tre anni accademici considerati.
Il dato conferma che l’aumento complessivo del sistema non dipende solo dai nuovi ingressi ma anche dalla permanenza degli studenti già iscritti.
L’internazionalizzazione: quota stranieri al 17,1%
Il sistema Afam registra una progressione costante nella componente internazionale: gli studenti stranieri sono passati da 14.401 nell’anno accademico 2023/24 a 15.455 nel 2024/25, fino a raggiungere 16.525 nel 2025/26. Questa dinamica ha portato la quota di iscritti internazionali dal 15,8% al 17,1% nell’arco di due anni accademici, un dato che assume particolare rilievo se confrontato con il 5,45% registrato negli atenei universitari.
L’afflusso crescente di studenti stranieri rappresenta una leva strategica per la sostenibilità del settore, soprattutto in una fase segnata dal calo demografico nazionale. L’attrattività internazionale di Accademie e Conservatori conferma la capacità del sistema di proporsi come polo formativo d’eccellenza nel panorama europeo e globale, valorizzando la specificità dell’offerta artistica e musicale italiana.
Le ricadute normative: titoli Afam equiparati alle lauree
La bozza di decreto PA esaminata in Consiglio dei ministri martedì scorso interviene sull’articolo 2, comma 5, della legge 508/1999 istitutiva dell’Alta formazione artistica e musicale. La modifica prevede la sostituzione dei termini «diplomi di primo e secondo livello» con «lauree» e «lauree triennali».
Il cambiamento non si limita alla sfera lessicale: rappresenta un tassello significativo nel percorso di equiparazione tra i titoli rilasciati da Accademie e Conservatori e quelli universitari, un processo che ha registrato progressi decisivi proprio nella legislatura in corso. La nuova formulazione potrebbe incidere sulla percezione esterna dei percorsi Afam e sulla loro riconoscibilità nel mercato del lavoro e nei concorsi pubblici, contribuendo a rafforzare l’attrattività del settore e a sostenere le iscrizioni future.
I diplomati in aumento: 25.220 nel 2025
Il sistema Afam ha registrato nell’anno solare 2025 un totale di 25.220 diplomati complessivi, segnando una progressione significativa rispetto agli anni precedenti. L’incremento si attesta all’11,1% rispetto al 2024 e raggiunge il 23,4% se il confronto viene esteso al 2023.
Questo dato evidenzia la crescente capacità del sistema di portare a completamento i percorsi formativi avviati, rafforzando l’output complessivo delle istituzioni artistiche e musicali. L’aumento dei diplomati riflette la maturazione dei cicli di studio e la progressiva stabilizzazione del settore, confermando l’efficacia formativa di accademie e conservatori nel preparare professionisti per il mondo dell’arte, della musica e del design.