Dopo i gravi fatti di cronaca verificatisi a La Spezia, le istituzioni locali di Modena hanno deciso di rafforzare il piano di sicurezza nelle aree scolastiche avviato lo scorso settembre. Il Comune ha stanziato ulteriori 60mila euro per potenziare il servizio di school tutoring, un’iniziativa coordinata dall’assessorato alla Sicurezza urbana insieme al comando della Polizia locale e alle associazioni di volontariato.
Come riporta Il Resto del Carlino, il piano punta a prevenire episodi di bullismo e violenza giovanile nei dintorni degli istituti considerati più critici, intervenendo anche sulle problematiche legate alla viabilità. L’azione si concentra esclusivamente all’esterno delle scuole, attraverso presidi fissi e pattugliamenti mobili nelle zone a maggior rischio.
Secondo la Gazzetta di Modena, l’obiettivo è garantire un presidio costante che possa intercettare situazioni di disagio e tensione prima che degenerino, proteggendo studenti, docenti e personale scolastico durante le fasce orarie più delicate della giornata.
Il piano operativo: turni, aree di presidio e compiti
Otto operatori formati entreranno in servizio il 26 gennaio, organizzati in quattro pattuglie che dal lunedì al sabato presidieranno le aree scolastiche critiche dalle 11:30 alle 14:30, fascia che copre entrate e uscite degli studenti. Il dispositivo si concentra sul Polo Leonardo e altri istituti ritenuti a rischio, con un’azione preventiva analoga a quella degli street tutor già attivi nella movida cittadina.
Gli school tutor, riconoscibili dai giubbini fluorescenti, monitorano i flussi studenteschi e intervengono direttamente nei conflitti meno gravi attraverso la mediazione. Coordinati dalla Polizia locale, che adatta il dispositivo secondo le contingenze, segnalano immediatamente alle forze dell’ordine le situazioni complesse o potenzialmente pericolose, garantendo un presidio flessibile ma costante.
Le criticità al Polo Leonardo e gli episodi di baby gang
Il Polo Leonardo di Modena rappresenta un’importante area scolastica che raggruppa diversi istituti superiori, ma negli ultimi tempi è diventata teatro di episodi preoccupanti legati alla criminalità giovanile. Come segnalato da Il Resto del Carlino, la zona è stata teatro di aggressioni da parte di baby gang che prendono di mira gli studenti in entrata o in uscita dagli istituti.
Gli episodi più allarmanti hanno visto giovanissimi agire con violenza, armati anche di coltelli, per derubare i coetanei di denaro e oggetti personali. Queste aggressioni, che si concentrano nei momenti di maggiore afflusso studentesco, hanno creato un clima di insicurezza che ha spinto le autorità locali a intervenire con misure concrete di prevenzione e deterrenza.
La scelta di concentrare il presidio iniziale degli school tutor proprio al Polo Leonardo risponde direttamente a questa situazione critica, con l’obiettivo di garantire una presenza costante che possa scoraggiare nuovi episodi di violenza e rassicurare studenti e famiglie sulla sicurezza dell’area scolastica.
Le parole del sindaco: i limiti del presidio e la dimensione educativa
Il sindaco di Modena ha chiarito i confini operativi dell’iniziativa, intervistato dalla Gazzetta di Modena. L’amministrazione concentra l’intervento nei plessi con maggiore sensibilità o che hanno registrato più episodi critici, valutando successivamente l’eventuale estensione ad altri istituti. Il primo cittadino ha escluso categoricamente la possibilità di presidiare l’interno delle scuole, ritenendo inopportuno militarizzare gli ambienti educativi.
Gli school tutor sono persone certificate da organi di sicurezza e operano esclusivamente nelle aree esterne agli edifici scolastici. Il sindaco ha sottolineato che al presidio fisico deve affiancarsi un’azione educativa, formativa e psicologica, riconoscendo che la sola presenza deterrente non può risolvere le radici del disagio giovanile e della violenza tra coetanei.