Solo dopo pochi giorni dall’incarico, il ministro dell’Istruzione Bianchi è in procinto di annunciare il suo primo provvedimento che riguarderà, come prevedibile, l’esame di Maturità 2021. E, come era già circolato qualche giorno fa, non sono previste le prove scritte, solo l’orale che si terrà a metà giugno.

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Maturità 2021: niente scritti nè tesina, sì elaborato ed orale

Ma, sempre a differenza di quanto detto gli scorsi giorni, il ministro respinge con forza il concetto di tesina. Sarà un elaborato molto più ricco e dettagliato in grado di racchiudere quanto appreso dagli studenti al termine di un periodo di 5 anni di studio. Questo verrà discusso con la commissione interna composta dai loro insegnanti. Fatto questo inizierà l’orale, che abbraccerà le altre materie. In quanto all’ammissione, non sarà automatica ma verrà decisa in sede di scrutinio finale.

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Il ministro si è detto grato ai docenti per quanto fatto negli ultimi mesi che, tra lockdown e Dad, li ha messi a dura prova. Una situazione che purtroppo ha accentuato ancora di più le disuguaglianze. E, per tale motivo, la priorità sarà riservata al Sud Italia.

In quanto a ritorno sui banchi di scuola di tutti – ricordiamo che le superiori sono ancora al 50 per cento – il ministro si mostra cauto. Il primo passo è garantire la sicurezza nelle scuole vaccinando in primis gli insegnanti ed il personale scolastico. Per quanto riguarda i tempi, però, non sa fornire informazioni più precise, sta lavorando insieme al ministro Speranza.

Infine, sul punto cruciale – ovvero quello per il quale in molti stanno insorgendo – il ministro risponde che la decisione in merito al prolungamento del calendario scolastico fino a fine giugno, in situazione ordinaria spetta alle regioni. Ma in questo delicato momento sarà necessario un confronto con le stesse.

Come rilasciato ad un’intervista al Corriere della Sera, Patrizio Bianchi ha dichiarato:

«Per questo mi voglio confrontare con le regioni. La legge prevede almeno 200 giorni di lezione, ma non è un problema di un giorno in più o in meno a scuola. Dobbiamo decidere rispettando i diritti e la vita delle persone, valutando situazioni diverse, tra primarie e scuole superiori per esempio: quello che si è perso è soprattutto la socialità, lo stare insieme non la singola disciplina. La scuola non è solo insegnamento, apprendimento ma anche vita comune».

Discuterà con le regioni anche di un eventuale ritorno a scuola il primo settembre.

Via | Corriere della sera

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