Alessandro Magno: riassunto completo

Salito al trono, Alessandro, chiamato poi “Magno”, aveva solo vent’anni. Ebbe come maestro Aristotele, il quale lo aveva imperniato della cultura greca e gli aveva trasmesso la passione per Omero: leggeva l’Iliade e amava la figura di Achille, che lo aveva influenzato notevolmente. Uomo dal grande coraggio e dal fascino personale, era amato dai suoi soldati. La sua breve vita fu scandita da accampamenti, spedizioni militari e progetti di notevole vastità.

Non perdere: Alessandro Magno: dal passaggio in Asia alla morte

Alessandro Magno e la distruzione di Tebe

Dopo la morte di Filippo, Alessandro dovette fronteggiare la ribellione di alcune città greche, come Atene e Tebe. Nel 335 a.C. sconfisse e distrusse Tebe: tutti gli abitanti furono venduti come schiavi. Ad Atene fu vietata la democrazia e Demostene si suicidò per non cadere nelle mani dei macedoni.

La spedizione contro la Persia

Nel 334 a.C. Alessandro partì dalla Grecia non solo insieme all’esercito (30.000 soldati e 5.000 cavalieri), ma anche accompagnato da scienziati, filosofi, storici, cartografi, medici. Il primo scontro avvenne presso il fiume Granico, in Frigia, che segnò la vittoria dei macedoni, i quali ottennero le città greche della Ionia. Nel 333 a.C., re Dario III con l’esercito persiano affrontò i macedoni a Isso: Alessandro riuscì quasi a catturare Dario III, il quale si salvò con la fuga. Invece di inseguirlo, Alessandro s’impadronì delle regioni costiere dell’Asia. Arrivò poi in Egitto, dove venne accolto come salvatore e dove fondò, sulle rive del Nilo, la città di Alessandria. Dario III tentò poi di proporre un patto di pace ad Alessandro, ma egli rifiutò. La battaglia decisiva fu combattuta a Gaugamela (331 a.C.), vicino alle rovine di Ninive, e anche in questo caso l’esercito macedone ebbe la meglio. Dario III fuggì di nuovo e Alessandro conquistò Susa e Persepoli. Dario III fu ucciso da un satrapo e l’impero persiano cessò di esistere.

La spedizione in India

Alessandro volle spingersi ancora di più verso Oriente: attraversò l’Altopiano Iranico, l’Afghanistan e arrivò quasi ai confini della Cina. Andò poi verso sud e lì, nel 326 a.C., sconfisse il re indiano Poro. A quel punto l’esercito si rifiutò di andare avanti e Alessandro decise di ritornare verso Babilonia, dove stabilì la sua capitale e si diede all’organizzazione dei territori conquistati.

Alessandro Magno e l’idea di monarchia universale

Il regno di Alessandro Magno fu di notevoli dimensioni e quindi difficile da gestire solo dall’aristocrazia greca; la sua idea era di favorire la fusione tra Greci e Persiani, promuovendo anche i matrimoni misti. Alessandro stesso sposò una nobile orientale, Roxane. Il suo progetto politico era teso verso l’idea di un assolutismo monarchico simile a quello dei monarchi orientali, che però non era accettato dalla popolazione greca. In particolare, i suoi generali non accettavano di prostrarsi al suolo in segno di omaggio. Cresceva quindi l’opposizione di coloro che un tempo lo avevano seguito e vennero organizzate congiure che però furono scoperte. Il progetto politico di Alessandro fu però bloccato dall’improvvisa morte del sovrano, avvenuta nel 323 a.C. a Babilonia a causa di una breve malattia. Qualcuno però sospettò che il re fosse stato avvelenato dai suoi oppositori.