Il 20 luglio 1969 alle 20,17 minuti e 40 secondi il comandante della missione Apollo 11 imprime la sua prima orma sulla luna cambiando completamente la percezione collettiva dell’altrove (se ti interessa l’argomento, leggi anche: Sbarco sulla luna: la nascita di una generazione di sognatori). L’evento viene trasmesso in tv, brandizzato, pubblicizzato in ogni modo, eppure ancora oggi esiste un gruppo di scettici che crede fermamente che in realtà l’uomo sulla luna non ci sia mai arrivato.

Sbarco sulla Luna: fra leggenda e realtà

Secondo questa teoria complottista le prove degli allunaggi sarebbero state falsificate dalla NASA, con la collaborazione del governo degli Stati Uniti, in competizione con l’URSS per la “conquista dello spazio” nel panorama generale della guerra fredda. Le immagini poi trasmesse in tv sarebbero state fatte in uno studio con l’ausilio degli effetti speciali. Secondo il primo complottista, tale Kaysing, la tecnologia degli anni sessanta non sarebbe stata sufficientemente avanzata da permettere un allunaggio con un equipaggio. Nel suo libro che riscosse un discreto successo, l’autore si spinge oltre sostenendo che il filmato del finto allunaggio sarebbe stato girato dal regista Stanley Kubrick, già famoso per gli effetti speciali nel suo film 2001: Odissea nello spazio. L’incarico gli sarebbe stato assegnato sotto la minaccia di rendere pubblico il coinvolgimento di suo fratello Raul nelle attività del Partito Comunista, peccato lui avesse solo una sorella, Barbara May. Negli anni poi, moltissime furono le teorie a supporto che vennero ideate, ciò che interessa veramente su cui riflettere è che l’allunaggio fu per il popolo americano estremamente motivante quale dimostrazione di supremazia non solo militare. In questo senso le teorie che vennero poi elaborate si basarono sostanzialmente sull’idea che l’allunaggio fosse stato inventato a supporto di un’ipotetica strategia economica e militare. C’è da dire che le missioni lunari Apollo hanno comportato la produzione di un gran numero di materiali: fotografie, filmati, registrazioni audio delle comunicazioni tra gli astronauti e le basi terrestri, campioni di rocce lunari riportati a terra, dati scientifici derivanti da misurazioni strumentali ed esperimenti condotti dagli astronauti, che hanno portato a loro volta alla produzione di documenti e saggi oggetto di studio. Falsificare tutto sarebbe stato davvero troppo dispendioso e complicato. Lasciandoci comunque le teorie complottiste alle spalle è importante capire l’impatto che ebbe il singolo evento sull’umanità intera, è importante festeggiarne l’anniversario: l’universo da quel 20 luglio del ’69 non è poi così lontano.