Didattica a distanza anche per le scuole superiori della Puglia. La regione va quindi ad unirsi a Lazio, Piemonte e Liguria dopo, ovviamente, la Lombardia. Da lunedì 26 ottobre, quindi, le ultime tre classi delle superiori di tutte le scuole pugliesi rimarranno a casa.

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L’ordinanza arriva all’indomani della lettera inviata dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano al ministero dell’Istruzione con la richiesta di “adottare immediatamente forme flessibili di attività didattica nelle scuole superiori”. Il provvedimento, emanato oggi al fine di fronteggiare l’emergenza da COVID-19, recita così:

Con decorrenza dal 26 ottobre – nelle more dell’adozione delle misure previste dal dpcm 18 ottobre 2020 relative alla riorganizzazione dell’attività didattica e alla rimodulazione degli orari d’ingresso e di uscita degli alunni, da presentare nella prima riunione utile del coordinamento regionale e locale previsto dal cd. Piano scuola, adottato con D.M. 26 giugno 2020, n. 39, e comunque entro e non oltre il 13 novembre 2020 – sono sospese le attività didattiche “in presenza” in tutte le scuole secondarie di secondo grado limitatamente alle ultime tre classi del medesimo ciclo scolastico.

Scuola Puglia, didattica a distanza e utilizzo trasporto scolastico

Il provvedimento, adottato nell’ottica delle misure urgenti volte al contenimento dei contagi, è stato preso al termine del Tavolo permanente regionale avvio anno scolastico 2020/2021 ed alla luce dell’aumento dei contagi. Il sacrificio chiesto alle scuole consiste, oltre alla didattica a distanza per le ultime tre classi delle superiori di tutte le scuole, anche nell’individuare le fasce orarie nelle quali il trasporto scolastico è più affollato per disallineare temporaneamente gli orari.

L’ordinanza riguarda terzo, quarto e quinto superiore (o prima, seconda e terza liceo classico) non a caso. I ragazzi più grandi hanno già avuto modo di frequentare personalmente, di entrare in contatto con le dinamiche scolastiche e di conoscere i professori. Facendoli restare a casa (si tratta di un numero considerevole, ben 120mila studenti), la speranza è quella di far rallentare il preoccupante numero dei contagi.

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