Il test BMAT (BioMedical Admissions Test) approda nelle università private italiane. A dotarsi per la prima volta di questo test sviluppato da Cambridge Assessment Admissions Testing, parte della University of Cambridge, è l’Università Campus Bio-Medico di Roma, per selezionare i candidati al corso di laurea a ciclo unico in lingua inglese alla Facoltà di Medicina.

Di fatto è la prima università privata italiana a usarlo. Per la prima volta sarà introdotto per selezionare i candidati che si vorrebbero iscrivere al “Master’s Degree program in Medicine and Surgery“, corso di laurea a ciclo unico in lingua inglese della durata totale di 6 anni.

Grazie al test BMAT, che entra a far parte del processo di ammissione dell’università privata romana, l’ateneo potrà avviare “un processo di selezione giusto e imparziale in grado di discernere le abilità di diversi candidati che sulla carta sembrano avere eguali capacità e requisiti. Sono certo che il test non solo aiuterà il team di ammissione dell’università, ma allo stesso tempo rafforzerà la prossima generazione di studenti di medicina provenienti da università italiane”, come sottolineato da Andy Chamberlain, Head of Cambridge Assessment Admissions Testing.

Cos’è il Test BMAT

Il test BMAT, i deato da Cambridge Assessment Admissions Testing, parte della University of Cambridge, è usato da diversi atenei del mondo al fine di selezionare i candidati per i corsi di Medicina, Odontoiatria, Ingegneria Biomedica. Grazie a questo test, per ogni candidato emergono delle competenze chiave, come il pensiero critico, il problem solving, l’applicazione pratica di tutte quelle nozioni e di quelle competenze scientifiche che sono richieste per poter continuare a studiare in corsi di laurea che richiedono grande impegno.

Come sottolineato dal Professor Giorgio Minotti, Preside del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, il test BMAT rappresenta un’utile certificazione con standard affidabili per poter valutare le conoscenze di tutti i candidati internazionali che si iscrivono ai corsi. E inoltre consente alle università che lo utilizzano di entrare a far parte di una rete “di alto valore capace di fornire ai candidati una ulteriore opportunità di studiare Medicina senza lo stress della preparazione di un test di ammissione differente”.

Introdotto per la prima volta nel 2003, venne utilizzato all’inizio solo da tre università inglesi. Oggi è presente in più di 30 università di 11 paesi del mondo. Da adesso anche a Roma, grazie all’Università Campus Bio-Medico.