Testo argomentativo sulla mafia: esempio di traccia svolta

Avete bisogno di un aiuto riguardo il testo argomentativo? Avete in mente di farlo sulla mafia e non avete idea di come si faccia e da dove cominciare? Fate un respiro profondo e rimanete con noi, vi daremo un esempio di traccia svolta così potrete prendere spunto qualora ne aveste bisogno e in più vedrete con i vostri occhi che non è nulla di trascendentale e che, con un po’ di esercizio, sarete in grado di svolgerlo al meglio. Siete chiamati a esprimere un’idea, un’opinione o una teoria con argomentazioni logiche e coerenti, confutando le posizioni opposte o diverse da quelle sostenute da chi scrive; è per questo motivo che un testo argomentativo è composto da una tesi e da un’antitesi.

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Testo argomentativo sulla Mafia: introduzione

La mafia è nata in Sicilia nel XIX secolo. In Italia e all’estero,  esistono diverse organizzazioni criminali: nella zona del napoletano c’è la camorra, in Calabria la ‘ndrangheta e in Puglia la sacra corona unita. Per riportare le testuali parole di uno degli eroi che ha perso la vita per cercare di contrastare questa grossa minaccia, Giovanni Falcone la definì come “un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine”. Il giudice Falcone non lottava solo in questa battaglia, fu affiancato dall’amico e collega Paolo Borsellino che, purtroppo, fu giustiziato in modo crudele dalla criminalità organizzata. Tornando al nostro presente, possiamo ancora parlare, ad oggi, di mafia?

Testo argomentativo sulla Mafia: tesi e argomentazioni

Oggi la mafia esiste ancora? Fa parte della nostra vita quotidiana? E’ insediata nelle pubbliche amministrazioni, nella politica e nella giustizia come tanti anni fa quando a capo di questa criminalità c’era il potente boss siciliano Totò Riina? E’ stato proprio a lui a mettere su una rete di criminalità senza uguali, espandendo il suo potere e i suoi interessi anche all’estero dove intratteneva rapporti commerciali di droga, armi e prostituzione. La mafia non è riuscita a corrompere l’intero sistema nazionale e grazia a Borsellino e Falcone e il maxi processo, tanti carnefici hanno pagato e molte verità sono venute a galla. Oggi, probabilmente, la mafia esiste ancora ma forse non è pericolosa come quella di allora e le nostre forze armate sono più compatte e con il desiderio comune di non far sì che si possa ripetere una brutta pagina della storia italiana.

Testo argomentativo sulla Mafia: antitesi

La mafia, quel fenomeno umano che come tutti ha un principio, una evoluzione e una fine, così come è stata definita da Giovanni Falcone, morto insieme all’amico e collega Paolo Borsellino per aver cercato di mettere fine a questa piaga sociale, non presenta più le dimensioni enormi e pericolose che aveva ai tempi di Totò Riina, il boss più temuto d’Italia che con il suo potere è riuscito ad entrare nella pubblica amministrazione, nella politica, nella giustizia. Se la mafia ancora esiste, e probabilmente è così, ha delle piccole radici che si possono facilmente estirpare.

Testo argomentativo sulla Mafia: conclusione

LA mafia si può annientare, serve la collaborazione e la volontà di tutti, in primis della classe politica, perché purtroppo, nella maggior parte dei casi, è coinvolta anch’essa. I politici dovrebbero tutelare il popolo e la legge; è il popolo a dare alle istituzioni il potere di governarlo e dovrebbero farlo in maniera corretta, tutelando il singolo e la comunità, senza approfittarne per fare i propri comodi. Non dovranno esserci più vittime come Borsellino o Falcone da ricordare perché morti da eroi, ma come eroi che, ancora in vita, portano avanti battaglie contro le ingiustizie e la criminalità.

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