Tre proposte di legge alla Camera: meno alunni per classe e organici potenziati

Tre proposte di legge alla Camera: meno alunni per classe e organici potenziati

Mercoledì 14 gennaio la Commissione Cultura esamina tre proposte di legge per ridurre il rapporto alunni-docenti e ampliare gli organici del sistema scolastico italiano.
Tre proposte di legge alla Camera: meno alunni per classe e organici potenziati

Mercoledì 14 gennaio prosegue presso la Commissione Cultura della Camera l’esame di tre proposte di legge che intervengono sull’organizzazione del sistema scolastico italiano. Si tratta dei testi numero 319, 1047 e 2841, accomunati dall’obiettivo di ridurre di un punto il rapporto alunni/docente, l’indicatore che misura quante studentesse e quanti studenti sono mediamente affidati a ogni insegnante.

I tre provvedimenti prevedono una revisione dei parametri di composizione delle classi, introducendo tetti massimi più stringenti. Le classi iniziali, cioè le prime di ciascun ciclo scolastico, vedrebbero limiti più ridotti rispetto agli attuali, con particolare attenzione alle sezioni che accolgono studenti con disabilità o bisogni educativi speciali.

In tali contesti i numeri scenderebbero ulteriormente per garantire condizioni didattiche più gestibili.

Parallelamente, tutte le proposte puntano ad ampliare gli organici dei docenti. Una delle iniziative estende l’intervento al personale amministrativo, tecnico e ausiliario, prevedendo un incremento del 10% dell’organico ATA. L’esame in Commissione rappresenta una tappa dell’iter parlamentare che potrebbe portare all’unificazione dei testi prima del passaggio in Aula.

Le tre proposte a confronto: 319 Orfini, 1047 Caso e iniziativa popolare

La proposta numero 319, presentata dal deputato del Partito Democratico Orfini, prevede una riduzione graduale di un punto del rapporto alunni per docente e di 0,40 del rapporto medio alunni per classe nel triennio 2023-2025. Il testo fissa il tetto per le classi iniziali — cioè le prime annualità di ciascun ciclo scolastico — a venti alunni, elevabili a ventuno.

Quando sono presenti studenti con disabilità, il limite scende a diciotto, ridotto a quindici in caso di disabilità grave. Nella scuola secondaria di secondo grado viene stabilito un minimo di diciotto alunni per classe. Questa proposta non interviene sul dimensionamento della rete scolastica.

La proposta 1047, firmata dal deputato del Movimento 5 Stelle Caso e sostenuta anche dai rappresentanti di Alleanza Verdi e Sinistra, prevede la medesima riduzione di un punto nel rapporto alunni per docente e di 0,40 del rapporto alunni per classe, ma con orizzonte temporale esteso al quadriennio 2023-2026. Le classi iniziali vengono composte con un massimo di ventidue alunni, elevabili a ventitrè, ridotte a venti in presenza di disabilità, con un tetto massimo di due studenti con disabilità per classe.

A differenza della precedente, questa proposta incide sul dimensionamento della rete.

L’iniziativa popolare copre il periodo 2026-2029 e stabilisce una riduzione di un punto del rapporto alunni per docente, un aumento dell’organico docente e un incremento del dieci per cento dell’organico del personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Le classi iniziali vengono formate con un numero di alunni compreso tra quattordici e venti, elevabile a ventuno, con tetti ridotti a diciotto o quindici in presenza di disabilità.

Il testo abbassa inoltre le soglie per l’assegnazione di dirigente scolastico e direttore dei servizi generali e amministrativi.

Il dimensionamento della rete: soglie per dirigenti e autonomie

Il dimensionamento regola la distribuzione delle autonomie scolastiche – ovvero istituti dotati di dirigente e Direttore dei servizi generali e amministrativi (DSGA) – e l’assegnazione della dirigenza sul territorio. La proposta 1047 fissa la soglia minima a 500 alunni (300 in comuni montani o nelle isole) per l’assegnazione del dirigente scolastico, eliminando l’obbligo di progressiva riduzione delle autonomie previsto dalla normativa precedente.

L’iniziativa popolare è più incisiva: abbassa il limite a 400 alunni (200 in contesti svantaggiati) per dirigente e DSGA, facilitando il mantenimento di scuole in aree periferiche. La proposta 319 non interviene su questo aspetto.

Le coperture finanziarie e l’iter: oneri stimati e tempi di approvazione

La proposta n. 319 stima oneri pari a 373 milioni di euro nel 2023, 1.300 milioni nel 2024, 1.887 milioni nel 2025 e 2.345 milioni annui dal 2026, coperti tramite il Fondo interventi strutturali di politica economica. La n. 1047 prevede 593,01 milioni nel 2023, 2.145,25 milioni nel 2024, 3.300,36 milioni nel 2025 e 4.145,64 milioni annui dal 2026 per organici e classi; a questi si aggiungono 58,82 milioni nel 2024, 182,09 milioni nel 2025, 199,19 milioni nel 2026 e 210,90 milioni annui dal 2027 per il dimensionamento.

L’iniziativa popolare quantifica gli oneri in 200 milioni nel 2026, 800 milioni nel 2027, 900 milioni nel 2028 e 1,3 milioni annui dal 2029, con ulteriori 49 milioni nel 2026, 57 milioni nel 2027 fino a 135 milioni annui dal 2033 per il dimensionamento. Le tre proposte potrebbero essere unificate durante l’iter in Commissione prima del passaggio in Aula, ma i costi complessivi rendono difficile una rapida approvazione.

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