Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha tracciato, in occasione del Premio Maestro del Made in Italy, una linea di riforma che punta a ridisegnare l’architettura della secondaria superiore. Al centro dell’intervento la necessità di superare la tradizionale distinzione tra licei e istituti tecnici e professionali, considerata ormai obsoleta e alimentata da pregiudizi che hanno storicamente relegato i percorsi tecnico-professionali a «una istruzione di serie B».
La proposta ministeriale è orientata verso percorsi trasversali, in grado di coniugare formazione umanistico-scientifica e competenze applicative. Valditara ha evocato il modello antico del liceo aristotelico, dove accanto alla filosofia e alla grammatica trovavano spazio l’agronomia e la zoologia, per illustrare l’idea di un liceo interessato alla realtà concreta.
In questa prospettiva, il ministro immagina denominazioni come liceo chimico, agrario, meccatronico o tessile, capaci di valorizzare specializzazioni tecniche senza gerarchie formali. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il legame tra scuola e impresa, rendendo la formazione più aderente alle esigenze produttive e superando una visione dicotomica che separa cultura teorica e sapere pratico.
La proposta si inserisce nella linea politica volta a rilanciare l’istruzione tecnica e professionale quale pilastro strategico del sistema formativo italiano.
Il modello 4+2 e il raccordo con le imprese
Il ministro Valditara ha richiamato la riforma del 4+2, un percorso che prevede quattro anni di scuola superiore seguiti da due anni negli Its Academy. L’obiettivo è rafforzare il rapporto tra scuola e mondo dell’impresa, offrendo competenze specialistiche in linea con le esigenze del tessuto produttivo italiano.
Il modello intende funzionare come ponte tra formazione e lavoro, permettendo agli studenti di acquisire conoscenze tecniche avanzate in settori strategici. La riforma si inserisce nella visione di un sistema secondario più integrato, dove licei e istituti tecnici collaborano per preparare diplomati pronti a rispondere alle richieste del mercato del lavoro, riducendo il divario tra teoria e pratica.
Le cifre degli Its Academy e gli obiettivi a cinque anni
Il ministro ha fornito dati concreti sull’andamento delle iscrizioni agli Its Academy, gli istituti tecnologici superiori che costituiscono il biennio finale del percorso 4+2. Nell’anno in corso si sono registrati 11.500 nuovi iscritti al primo anno, mentre il totale degli studenti impegnati sul triennio supera quota 20mila unità.
Se la progressione dovesse confermarsi ai ritmi attuali, secondo le stime presentate da Valditara il sistema potrebbe raggiungere quasi centomila iscritti complessivi entro cinque anni, distribuiti sull’intero percorso formativo. Si tratta di un obiettivo programmatico che testimonia l’intenzione di rafforzare il canale tecnico-professionale e di consolidare il raccordo tra formazione e mondo produttivo, in linea con la visione di un sistema secondario più integrato e orientato alle competenze richieste dal tessuto imprenditoriale italiano.
Le opportunità e i nodi per gli studenti
La proposta ministeriale intende eliminare il pregiudizio che ancora associa istituti tecnici e professionali a un percorso di serie B, valorizzando una formazione orientata alle competenze richieste dal tessuto produttivo. L’introduzione di licei con forte caratterizzazione disciplinare — chimico, agrario, meccatronico, tessile — mira a offrire agli studenti percorsi più specializzati e aderenti alla realtà del lavoro, modificando lo schema tradizionale delle scelte post-diploma.
L’impostazione ministeriale punta a facilitare l’orientamento dei ragazzi, rendendo più esplicito il collegamento tra formazione scolastica e sbocchi professionali. Tale approccio potrebbe aiutare le famiglie a valutare le opportunità formative su basi più concrete, riducendo l’incertezza nella scelta del percorso secondario e favorendo decisioni più consapevoli e allineate alle aspettative del mercato.