Il Consiglio dei ministri ha esaminato nel pomeriggio del 4 agosto 2026 un decreto sull’intelligenza artificiale che introduce misure specifiche per il sistema della formazione superiore e della ricerca. Le norme, proposte dal ministro dell’Università Anna Maria Bernini, mirano a rafforzare le competenze di università, enti pubblici di ricerca e istituzioni Afam in materia di AI.
Secondo quanto apprende l’ANSA, il provvedimento si articola su tre articoli principali (43, 44 e 45) che ridefiniscono obiettivi formativi, contenuti didattici e modalità di collaborazione. L’intento dichiarato è consolidare l’ecosistema nazionale di governo dell’intelligenza artificiale, valorizzando il capitale umano e le infrastrutture del mondo accademico.
L’articolo 43: ruolo di docenti e ricercatori tra divulgazione e formazione
L’articolo 43 del decreto valorizza il contributo di docenti e ricercatori universitari nelle attività di divulgazione scientifica, alfabetizzazione e formazione professionale in materia di intelligenza artificiale. La norma riguarda università, enti pubblici di ricerca e istituzioni Afam, riconoscendo il capitale umano accademico come motore strategico per diffondere competenze e consapevolezza sull’AI.
La misura punta a trasformare il mondo accademico in un polo di upskilling accessibile, dove la conoscenza scientifica si traduce in percorsi formativi rivolti sia alla comunità studentesca sia a professionisti esterni. L’obiettivo è rafforzare l’alfabetizzazione digitale e preparare il sistema Paese alle sfide poste dall’innovazione tecnologica, affidando a chi opera nella ricerca il compito di guidare la transizione verso un uso informato e responsabile degli strumenti di AI.
L’articolo 44: contenuti minimi tra etica, diritto e competenze tecniche
L’articolo 44 del decreto introduce contenuti formativi minimi obbligatori che modificano l’architettura didattica degli atenei. La norma richiede l’integrazione di profili etici e giuridici nelle materie scientifiche e l’inserimento di elementi tecnici per lo sviluppo e l’uso dei sistemi di intelligenza artificiale nelle materie umanistiche.
L’obiettivo dichiarato è garantire la comprensione tecnica, l’utilizzo consapevole anche sotto il profilo giuridico e la corretta interpretazione dei risultati prodotti da questi sistemi, in termini di previsioni, contenuti, raccomandazioni o decisioni.
Per accompagnare questo processo è previsto un sistema di premialità legato alla qualità dell’offerta formativa, che incentiva gli atenei ad adeguare i piani di studio secondo standard elevati.
Le materie scientifiche: integrazione di profili etici e giuridici
I percorsi scientifici dovranno includere elementi etici e giuridici per favorire un uso responsabile dei sistemi di AI. La norma intende formare profili capaci di valutare le implicazioni legali e deontologiche delle applicazioni tecnologiche, garantendo che l’innovazione tecnica sia accompagnata da consapevolezza normativa.
Le materie umanistiche: introduzione di elementi tecnici per l’AI
Anche gli ambiti umanistici accolgono componenti tecniche per lo sviluppo e l’uso di sistemi di AI. L’obiettivo è fornire strumenti per interpretare criticamente i risultati generati dai sistemi, dalle previsioni ai contenuti, dalle raccomandazioni alle decisioni, permettendo una lettura informata degli output algoritmici.
L’articolo 45: infrastrutture, mobilità e collaborazione con le autorità
L’articolo 45 del decreto consente di valorizzare infrastrutture e competenze del sistema della formazione superiore e della ricerca all’interno dell’ecosistema nazionale di governo dell’intelligenza artificiale. La norma introduce meccanismi di collaborazione strutturata con le autorità di riferimento, creando un ponte operativo tra il mondo accademico e gli organismi istituzionali preposti alla regolazione e allo sviluppo dell’AI.
Tra gli strumenti previsti figurano forme di mobilità temporanea che permettono l’impiego di ricercatori presso le autorità competenti, accompagnate da incentivi professionali destinati a rendere attrattiva questa collaborazione. Parallelamente, il decreto prevede l’utilizzo delle infrastrutture di ricerca esistenti presso università ed enti pubblici a supporto delle attività di governo e sviluppo dell’intelligenza artificiale a livello nazionale.
Questa sinergia punta a ottimizzare risorse e competenze già presenti nel sistema, evitando duplicazioni e massimizzando l’efficacia dell’azione pubblica nel settore.
Le ricadute per studenti e atenei
Le misure introdotte modificheranno l’offerta formativa con l’inserimento trasversale di competenze su intelligenza artificiale, etica e diritto. Gli studenti beneficeranno di attività di alfabetizzazione e formazione professionale condotte da docenti e ricercatori.
Il sistema di premialità legato alla qualità dell’offerta costituirà uno stimolo per gli atenei a rafforzare i programmi.