Il sushi: le origini del piatto giapponese che fa impazzire il mondo

Oggi ci siamo svegliati con l’acquolina in bocca, in particolare abbiamo il desiderio di mangiare un bel piatto di pesce crudo, il sushi, con salse varie. Siamo sicuri che la maggior parte di voi sa di che sapore stiamo parlando, di che piattoni stiamo parlando e a quale cucina ci stiamo riferendo. Il sushi è il piatto tipico della cucina giapponese e sono anni ormai che, in diverse formule, ha spopolato anche in Europa nonostante venga dal lontano Oriente. Possiamo dirlo ufficialmente: si tratta di sushi mania. In diversi ristoranti attuano la formula dell’all you can eat, oppure i camerieri servono delle barchette con tante pesce crudo a bordo tutto da mangiare. Ma quali sono le origini?

Sushi, piatto tipico della cucina giapponese: da dove viene

Il piatto tipico di pesce crudo, il sushi, non deriva proprio dal Giappone, pare infatti che sia stato importato in Giappone dalla Cina e dalla Corea. Il cibo non è l’unica cosa che il Giappone ha tratto da altri paesi, per farvi un altro esempio vi citiamo il bonsai, il ramen e anche il tofu. La prima rielaborazione del sushi, arrivata direttamente dalla Corea e dalla Cina,  risale al periodo Muromachi (1336-1573), ovvero data dell’ascesa a shōgun di Ashikaga Takauji, fino alla cacciata da Kyoto del comandante Ashikaga. In questo periodo non si gettava più il riso fermentato ma si consumava col pesce in un piatto che prese il nome di Namanare. Dopo questa fase di rielaborazione, con la conseguente tecnica di conservazione, questo piatto viene apprezzato particolarmente dai giapponesi che, inizialmente, lo preparavano con aceto da aggiungere al riso bollito. Per arrivare al sushi che oggi siamo abituati a mangiare, si è passato da diversi piatti che hanno portato a quello che oggi fa letteralmente impazzire tutti.

Il sushi: quello che mangiamo oggi ha origini nel lontano 1800

Il sushi che siamo abituati a mangiare oggi arriva intorno al 1800 da un venditore che vendeva cibo per le strade di Tokyo e voleva che il pesce venisse marinato in salsa di soia e sale affinché durasse di più. Il wasabi, la pasta piccante di colore verde che viene servita assieme al sushi, è stato aggiunto per coprire eventuali sapori sgradevoli del pesce provocati dalla mancanza del ghiaccio e che, quindi, non sempre riusciva ad essere propriamente fresco; si dovrà aspettare la seconda guerra mondiale per assaggiare il sushi che conosciamo oggi.