Io sono l’altro di Niccolò Fabi: uscita

Solo qualche mese fa Niccolò Fabi aveva annunciato un tour teatrale di cui sarà protagonista nei prossimi mesi. Qualche giorno fa invece è arrivata la notizia della pubblicazione di un nuovo album di inediti che verrà presentato proprio nel corso di questa serie di concerti. Ora per tutti i fan del cantautore romano c’è un’altra bella notizia: da venerdì 13 settembre 2019 è disponibile in rotazione radiofonica e nei digital store “Io sono l’altro“, il nuovo singolo che anticipa, per l’appunto, il disco dal titolo “Tradizione e Tradimento” e in arrivo il prossimo 11 ottobre.

Io sono l'altro di Niccolò Fabi: testo e significato

Io sono l’altro di Niccolò Fabi: significato

Secondo Niccolò Fabi l’empatia è l’unico modo per sopravvivere, dovrebbe essere insegnata nelle scuole. Imparare a capire il punto di vista di chi abbiamo di fronte è fondamentale per la convivenza con chiunque: l’artista lo paragona al riuscire ad indossare i vestiti dell’altro, perché sono stati o saranno nostro in un altro momento della vita. “Esiste un’espressione ‘In Lak’ech‘ che nella cultura Maya non è solo un saluto ma una visione della vita – ha dichiarato Fabi – Può essere tradotta come ‘io sono un altro te” o ‘tu sei un altro me”. Che si parta dalla mistica o dalla fisica quantistica si arriva sempre alla conclusione che l’altro è imprescindibile nella nostra vita e che siamo solo particelle di un tutto insondabile”.

Leggi anche:

Io sono l’altro di Niccolò Fabi: testo

Io sono l’altro
sono quello che spaventa
sono quello che ti dorme nella stanza accanto.
Io sono l’altro
puoi trovarmi nello specchio
la tua immagine riflessa, il contrario di te stesso.
Io sono l’altro
sono l’ombra del tuo corpo
sono l’ombra del tuo mondo
quello che fa il lavoro sporco
al tuo posto.

Sono quello che ti anticipa al parcheggio
e ti ritarda la partenza,
il marito della donna di cui ti sei innamorato
sono quello che hanno assunto quando ti hanno licenziato.
Quello che dorme sui cartoni alla stazione
sono il nero sul barcone,
sono quello che ti sembra più sereno
perché è nato fortunato o solo perché ha vent’anni in meno.
Quelli che vedi sono solo i miei vestiti
adesso facci un giro e poi mi dici.

Io sono il velo
che copre il viso delle donne
ogni scelta o posizione che non si comprende.
Io sono l’altro
quello che il tuo stesso mare
lo vede dalla riva opposta
io sono tuo fratello, quello bello.

Sono il chirurgo che ti opera domani
quello che guida mentre dormi
quello che urla come un pazzo e ti sta seduto accanto
il donatore che aspettavi per il tuo trapianto.
Sono il padre del bambino handicappato che sta in classe con tuo figlio
il direttore della banca dove hai domandato un fido
quello che è stato condannato
il presidente del consiglio.
Quelli che vedi sono solo i miei vestiti
adesso vacci a fare un giro
e poi mi dici