Come si stabilisce il valore di un fumetto?

Partiamo dal principio che prezzi di vendita veramente inarrivabili.

Detto questo, come prima cosa bisogna stabilire se il fumetto è non comune, raro, rarissimo o introvabile. Chiaramente si parte da una scala di “non comune” ossia parliamo di numeri difficili da trovare ma che, con il tempo e la pazienza, sono tutto sommato reperibili. Si arriva al fumetto introvabile, ovvero ne esistono pochissime copie e spesso passano esclusivamente tra grandi collezionisti: va da sè che anche i costi sono veramente spropositati.

Oltre a questi concetti “basilari” bisogna chiaramente valutare lo stato di conservazione del fumetto stesso: se per crearne uno restaurato di buona qualità, ne andiamo a smembrare due, il valore del risultato non sarà mai paragonabile al valore di un singolo fumetto raro e in buono stato. Quindi, appunto, è fondamentale che la copia che si va a proporre sul mercato sia in un buono o ottimo stato di conservazione (senza pieghe, tagli, strappi). Non esiste certo una scienza esatta di valutazione: chi valuta è un essere umano, ma se valuta un altro addetto è possibile che il risultato sia differente. Chi valuta in Italia? Se banalmente una persona vuole rivendere dei fumetti e non se ne intende va o in fumetteria o alle fiere: questa è la soluzione a cui pensano molti. Vogliamo fare le cose per bene? Parliamo però, ad esempio, del Superman della Action Comics battuto all’asta nel 2011 per un milione e mezzo di dollari(per citarne uno): bisogna allora rivolgersi alla Certified Guaranty Company che si occupa proprio della valutazione dei fumetti. Abbiamo il corrispettivo Italiano? Ci sono sicuramente degli esperti e si trovano anche delle quotazioni, il mercato però è molto mutevole e numeri che valevano qualche migliaio di euro qualche anno fa hanno ora valori inferiori.

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