La legge 17 maggio 2024, n. 70 segna una svolta nella prevenzione del bullismo e del cyberbullismo, istituendo ufficialmente la Giornata del Rispetto per il 20 gennaio di ogni anno. La normativa non si limita a sancire divieti, ma persegue l’obiettivo di costruire una coscienza collettiva fondata sulla non violenza, trasformando la cultura del rispetto in un pilastro educativo permanente.
La scelta della data non è casuale: il 20 gennaio coincide con il compleanno di Willy Monteiro Duarte, il ventunenne ucciso a Colleferro nel settembre 2020 mentre tentava di difendere un amico aggredito. Il suo gesto di altruismo è divenuto simbolo di coraggio civile e responsabilità sociale, valori che la ricorrenza intende trasmettere alle nuove generazioni.
L’istituzione della Giornata del Rispetto rappresenta un tributo alla memoria di Willy, ma assume anche una valenza pedagogica strategica. Attraverso la rievocazione di quella tragedia, il legislatore punta a disinnescare le dinamiche di prevaricazione fisica e psicologica che caratterizzano molti episodi di bullismo nelle scuole. La ricorrenza diventa così uno strumento concreto per promuovere il rispetto reciproco e prevenire ogni forma di violenza tra i giovani.
Il ruolo dell’educazione civica: circolare del Ministro Valditara e “Scuola costituzionale”
Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha trasmesso una circolare operativa agli Uffici Scolastici Regionali e ai Dirigenti degli istituti, invitando a integrare stabilmente i temi della Giornata nel curriculum di educazione civica. L’obiettivo dichiarato è evitare che il 20 gennaio si riduca a una celebrazione episodica, trasformandola invece in occasione per radicare competenze civiche permanenti.
La visione espressa nella nota ministeriale è quella di una “Scuola costituzionale”, in cui la persona umana rappresenta il fulcro dell’azione didattica. Educare al rispetto, secondo le indicazioni ministeriali, significa dotare gli studenti degli strumenti critici necessari per riconoscere ogni forma di discriminazione e contrastare attivamente le dinamiche di prevaricazione.
L’approccio non è punitivo ma formativo: si punta alla costruzione di cittadini consapevoli, capaci di contribuire allo sviluppo di una società civile basata sulla non violenza e sulla responsabilità reciproca.
Lo statuto e i doveri: rispetto e D.P.R. 249/1998 nella vita scolastica
La nota ministeriale recupera un riferimento preciso: lo Statuto delle studentesse e degli studenti, testo normativo adottato con il D.P.R. 249 del 24 giugno 1998 e successivamente integrato. All’interno di quel quadro giuridico, il rispetto non compare come richiamo generico ma si configura come responsabilità concreta, regolata e vincolante per la comunità scolastica.
L’articolo 2, comma 3, stabilisce che gli studenti sono tenuti a osservare lo stesso grado di considerazione formale e sostanziale nei confronti del dirigente scolastico, del corpo docente e di tutto il personale che riservano a sé stessi. Il principio di reciprocità diventa metro di misura per ogni interazione a scuola, dal rapporto con i docenti alla relazione con i compagni.
La Giornata del Rispetto mette in luce il contrasto tra codici scritti e prassi quotidiane, invitando gli istituti a riportare in primo piano doveri spesso dati per scontati, ma non sempre praticati con consapevolezza.
Le iniziative negli istituti: autonomia organizzativa e attività del 20 gennaio
La circolare ministeriale affida a ciascun istituto la facoltà di organizzare autonomamente le celebrazioni del 20 gennaio, riconoscendo alle scuole piena libertà nella progettazione delle attività. Questa scelta risponde all’esigenza di adattare il messaggio della Giornata del Rispetto ai diversi contesti educativi e alle specifiche fasce d’età degli studenti.
I dirigenti scolastici possono promuovere momenti di riflessione strutturati in aula, dove approfondire il significato della non violenza attraverso la discussione guidata dei temi legati al bullismo e al cyberbullismo. I laboratori didattici rappresentano un’ulteriore opportunità per coinvolgere attivamente gli alunni in attività pratiche che favoriscono l’acquisizione di competenze sociali e civiche, rafforzando la capacità di riconoscere e contrastare comportamenti discriminatori.
Gli istituti hanno inoltre la possibilità di invitare esperti esterni per testimonianze e incontri formativi, creando occasioni di confronto diretto con professionisti del settore educativo, psicologi o rappresentanti delle istituzioni. Questa flessibilità organizzativa permette di trasformare la commemorazione di Willy Monteiro Duarte in un’esperienza concreta e partecipativa, capace di lasciare un’impronta duratura nella formazione dei cittadini di domani.