Maturità 2026, il decreto 28 introduce aree disciplinari per uniformare la correzione degli scritti

Maturità 2026, il decreto 28 introduce aree disciplinari per uniformare la correzione degli scritti

Il decreto n. 28 del Ministro Valditara riorganizza la valutazione delle prove scritte di Maturità attraverso il raggruppamento delle discipline in aree specifiche.
Maturità 2026, il decreto 28 introduce aree disciplinari per uniformare la correzione degli scritti

Il Ministro Giuseppe Valditara ha firmato il 18 febbraio 2026 il decreto n. 28, introducendo una riorganizzazione della valutazione delle prove scritte dell’esame di Maturità. Il provvedimento prevede il raggruppamento delle discipline dell’ultimo anno di corso in aree specifiche, con l’obiettivo dichiarato di garantire maggiore uniformità e coerenza nei giudizi espressi dalle commissioni d’esame.

La riforma risponde all’esigenza di strutturare in modo più organico il lavoro dei docenti durante la correzione degli elaborati, riducendo le possibili disparità di valutazione tra le diverse commissioni. Il decreto stabilisce criteri operativi precisi per l’assegnazione delle materie agli ambiti disciplinari, orientando così l’attività di valutazione verso standard più omogenei a livello nazionale. L’intervento normativo si inserisce in un percorso di revisione complessiva delle modalità di accertamento delle competenze degli studenti al termine del ciclo di studi secondario.

La struttura per aree nei licei: esempi e applicazione

Il decreto organizza le discipline dell’ultimo anno in aree specifiche, solitamente due per ogni indirizzo, per orientare i docenti nella correzione delle prove scritte. L’architettura prevede una ripartizione che contrappone ambiti umanistici e scientifici.

Al Liceo Classico e al Liceo Scientifico, i docenti operano all’interno di un’area linguistico-storico-filosofica e di un’area scientifica. La prima raccoglie italiano, latino, greco (per il Classico), storia e filosofia; la seconda raggruppa matematica, fisica e scienze naturali.

Ogni commissario valuta gli scritti coerentemente con la propria area di riferimento.

Nel nuovo Liceo del Made in Italy, il modello distingue un ambito linguistico-umanistico e un ambito scientifico-economico-giuridico. La logica resta invariata: guidare i docenti nella correzione mantenendo la coerenza disciplinare e facilitando una valutazione uniforme tra le commissioni distribuite sul territorio nazionale.

Le condizioni operative: numero minimo di docenti e responsabilità collegiale

Il decreto stabilisce che l’organizzazione dei lavori per aree può essere attuata soltanto se sono presenti almeno due docenti per area disciplinare all’interno della commissione d’esame. Questa condizione vincola l’applicabilità del modello e lo rende adattabile alle diverse composizioni delle commissioni, evitando rigidità che potrebbero compromettere il funzionamento operativo.

Nonostante la suddivisione in aree, resta ferma la responsabilità collegiale dell’intera Commissione d’esame nella valutazione finale delle prove scritte. Questo significa che, pur operando ciascun docente nel proprio ambito disciplinare, il giudizio complessivo sullo studente viene comunque formulato dall’intera commissione, garantendo equilibrio e pluralità di vedute nel processo valutativo.

L’autonomia delle commissioni per scienze motorie e sportive

Il decreto introduce una flessibilità specifica per Scienze motorie e sportive, disciplina che per sua natura attraversa molteplici ambiti formativi. Il Ministero ha scelto di non vincolare questa materia a un’area predeterminata, rimettendo invece alle singole commissioni d’esame la decisione su quale area disciplinare assegnarla.

Questa autonomia decisionale deve essere esercitata tenendo conto degli obiettivi specifici del percorso di studi seguito dagli studenti, garantendo così coerenza con l’impianto formativo dell’indirizzo.

L’entrata in vigore e il superamento delle norme del 2015

Il decreto 28/2026 entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sul sito istituzionale del Ministero dell’Istruzione. Con l’applicazione delle nuove disposizioni, vengono formalmente superate le norme del 2015 che regolavano fino a oggi la correzione delle prove scritte dell’esame di Stato.

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