Il Consiglio di Stato ha emesso una importante sentenza che potrebbe permettere a tutti quegli insegnanti che abbiano svolto un percorso di formazione all’Estero al fine di abilitarsi all’insegnamento, di vederselo riconosciuto anche in Italia. Il che sarebbe un’ottima notizia per più di 14mila aspiranti prof – quattromila laureati italiani in Bulgaria, e ben diecimila in Romania – che avevano svolto i tirocini formativi attivi considerando come quelli previsti in Italia non fossero sufficienti per coprire il numero di richieste.

La sentenza del Consiglio di Stato

Sono state depositate a fine dicembre le decisioni del Consiglio di Stato in Adunanza plenaria sulla riconoscibilità, nel nostro ordinamento, dei titoli di abilitazione e specializzazione conseguiti all’Estero (in particolare nei due stati sopra citati). Secondo i giudici amministrativi i docenti hanno la possibilità di abilitarsi all’Estero, ma sarà compito del MIUR valutare ed eventualmente riconoscere loro gli stessi diritti di chi svolge un Tfa in Italia.

Così come riporta la sentenza, infatti:

“Spetta al ministero competente verificare se, e in quale misura, si debba ritenere che le conoscenze attestate dal diploma rilasciato da altro Stato o la qualifica attestata da questo, nonché l’esperienza ottenuta nello Stato membro in cui il candidato chiede di essere iscritto, soddisfino, anche parzialmente, le condizioni per accedere all’insegnamento in Italia, salva l’adozione di opportune e proporzionate misure compensative”.

Se una cosa è certa, è che finalmente si è definita una situazione che di chiaro aveva ben poco. Soddisfatti, naturalmente, sono stati non solo 14mila docenti interessati, ma anche le organizzazioni sindacali. Che ritengono che il provvedimento preso dal Consiglio di Stato salvaguardi il “diritto della libera circolazione dei lavoratori tra i Paesi nel momento in cui possiedono titoli che sono stati verificati, equiparati e valutati idonei per lo svolgimento di professioni”.

I TFA effettuati in Bulgaria e Romania saranno riconosciuti in Italia

La normativa vigente in tale ambito è la direttiva 2005/36/CE del 7 settembre 2005. In base a questa, è stato istituito un sistema di riconoscimento delle qualifiche professionali conseguite in ciascun Paese dell’Unione europea. Il sistema è finalizzato a fornire l’accesso ai mercati del lavoro per i professionisti in altri paesi dell’Unione, facilitare la fornitura di servizi transfrontalieri e semplificare le procedure amministrative. Stabilisce inoltre le norme in materia di reciproco riconoscimento delle qualifiche professionali tra paesi dell’Unione, stati EFTA/SEE e la Svizzera. Si apre quindi un nuovo capitolo. Per effetto della sentenza, il ministero dell’Istruzione e del Merito dovrà adeguarsi tenendo conto dei predetti principi di diritto enunciati dall’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato. E occuparsi, così, dei numerosi casi pendenti.

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