Regno Unito torna in Erasmus+ dal 2027: accordo raggiunto, borse e nuove opportunità per studenti italiani

Regno Unito torna in Erasmus+ dal 2027: accordo raggiunto, borse e nuove opportunità per studenti italiani

Il 15 aprile 2026 è stata formalizzata l'intesa che riporta il Regno Unito in Erasmus+ come Paese terzo associato a partire dal primo gennaio 2027.
Regno Unito torna in Erasmus+ dal 2027: accordo raggiunto, borse e nuove opportunità per studenti italiani

Il 15 aprile 2026 ha segnato una svolta storica nelle relazioni educative tra Europa e Regno Unito. In quella data, Londra e Bruxelles hanno formalizzato l’intesa che riporta il Paese nell’orbita di Erasmus+ con lo status di Paese terzo associato, equiparandolo di fatto agli Stati membri UE.

L’accordo entra in vigore il primo gennaio 2027 e prevede un contributo britannico di circa 570 milioni di sterline per l’anno accademico 2027/2028, garantendo così la sostenibilità finanziaria dell’iniziativa.

Le stime ufficiali indicano che oltre centomila persone beneficeranno del programma già nel primo anno, riaprendo l’accesso diretto agli atenei britannici senza gli oneri straordinari imposti dalla Brexit.

Il rientro risponde a motivazioni sia politiche—il riavvicinamento diplomatico—sia accademiche, restituendo centralità alla cooperazione scientifica e culturale transeuropea e rimuovendo le barriere che avevano isolato il sistema universitario britannico dal resto del continente.

Le differenze rispetto al post Brexit: tasse, visti e borse

Il ritorno del Regno Unito in Erasmus+ segna una rottura netta con il periodo 2021–2026, quando il Turing Scheme finanziava solo la mobilità in uscita degli studenti britannici senza reciprocità.

Il nuovo assetto elimina le international tuition fees per gli studenti in scambio, che continueranno a versare le tasse al proprio ateneo di origine risparmiando decine di migliaia di euro. Inoltre, le procedure di visto per soggiorni legati a motivi di studio Erasmus verranno semplificate, abbattendo costi e tempi di attesa.

Le borse comunitarie torneranno a coprire vitto e alloggio, rendendo l’esperienza accessibile anche a chi dispone di minori risorse economiche, mentre le università europee potranno siglare nuovi accordi bilaterali per cooperazione didattica e ricerca in un quadro normativo stabile e rassicurante.

Le tempistiche operative: call 2027, partenze e preparazione studenti

La Call for Proposals per l’annualità 2027 sarà pubblicata nell’autunno del 2026 dalla Commissione Europea, definendo linee guida operative e allocazioni di budget. Parallelamente, entro la fine dell’estate 2026, il Regno Unito nominerà un’Agenzia Nazionale dedicata alla gestione dei fondi europei sul territorio britannico.

Le prime partenze effettive avverranno nella seconda metà del 2027, in coincidenza con l’inizio dell’anno accademico 2027/2028, tipicamente tra settembre e ottobre. Questo intervallo è necessario per permettere alle università di rinegoziare e firmare i nuovi Inter-Institutional Agreements.

Gli studenti interessati devono monitorare i canali internazionali dei propri dipartimenti e prepararsi con certificazioni linguistiche avanzate come IELTS o Cambridge English, requisiti fondamentali per l’accesso agli atenei britannici.

Le università italiane e i nuovi accordi: partnership e doppie lauree

Gli atenei italiani hanno reagito con rapidità all’annuncio del rientro britannico in Erasmus+. Università come l’Ateneo di Torino e la Statale di Milano hanno attivato tavoli di lavoro e delegazioni per riallacciare i rapporti con i campus d’élite oltremanica.

I recenti incontri a Londra hanno coinvolto Cambridge, Oxford, Imperial College e University College London, con l’obiettivo di ampliare le storiche collaborazioni.

Oltre ai consueti scambi semestrali, i nuovi accordi puntano a cooperazione didattica avanzata, progetti di ricerca congiunti, mobilità per docenti e tirocini in laboratori specializzati. Particolare attenzione viene riservata ai programmi di doppia laurea, che permetteranno di conseguire titoli riconosciuti simultaneamente in Italia e nel Regno Unito.

Per gli studenti, questo fermento istituzionale si tradurrà in un notevole incremento delle posizioni disponibili nei prossimi bandi.

La selezione si baserà sul merito accademico: media ponderata, curriculum e certificazioni linguistiche saranno criteri determinanti. Chi aspira a queste destinazioni competitive dovrebbe quindi concentrarsi sul rendimento universitario sin da ora.

Le opportunità oltre l’università: scuole, tirocini e staff mobility

Il rientro del Regno Unito in Erasmus+ non riguarda soltanto gli universitari. L’accordo riapre i canali di mobilità per gli studenti delle scuole superiori, per chi frequenta percorsi di formazione professionale (VET) o istituti tecnici superiori (ITS), e per gli apprendisti che desiderano svolgere tirocini formativi presso aziende britanniche.

Queste esperienze sul campo consentono di acquisire competenze pratiche spendibili immediatamente nel mercato del lavoro, arricchendo il curriculum e migliorando l’occupabilità futura.

Anche il personale scolastico e accademico trarrà benefici concreti. I docenti potranno partecipare a periodi di insegnamento mirati (Staff Mobility for Teaching) presso istituzioni britanniche, favorendo lo scambio di metodologie didattiche innovative.

Infine, il settore Gioventù si riattiva pienamente: tornano accessibili gli scambi giovanili, le attività di volontariato del Corpo Europeo di Solidarietà e i viaggi di DiscoverEU, che promuovono cittadinanza attiva e mobilità inclusiva tra giovani europei e britannici.

Lo scenario in evoluzione: il possibile Youth Mobility Scheme

In parallelo al rientro in Erasmus+, proseguono i negoziati tra Londra e Bruxelles per istituire uno schema reciproco denominato Youth Experience Scheme o Youth Mobility Scheme. L’obiettivo è facilitare l’ingresso e la residenza temporanea di giovani europei tra i 18 e i 30 anni nel Regno Unito per periodi di uno o due anni, con possibilità di lavorare senza necessità di sponsorship aziendale.

Si discute anche l’ipotesi di alzare la soglia d’età fino ai 35 anni. La chiusura delle trattative potrebbe avvenire entro fine 2026, aprendo settori come ospitalità, turismo e sociosanitario ai giovani comunitari.

Tuttavia, queste misure restano condizionate all’esito finale dei negoziati. Nel frattempo, il ritorno nell’Erasmus costituisce il pilastro certo su cui ricostruire i rapporti tra Regno Unito e UE.

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