Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha reso pubblico il 4 luglio il calendario ufficiale delle prove di ammissione ai corsi di laurea a numero programmato nazionale per l’anno accademico 2026/2027. L’obiettivo è duplice: fornire agli studenti un quadro chiaro delle scadenze da rispettare e garantire agli atenei il tempo necessario per organizzare le selezioni nel modo più efficace.
Il calendario si apre giovedì 11 settembre 2026 con il test per l’accesso al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria, che rappresenta il focus principale di questo approfondimento. Seguono mercoledì 16 settembre le prove per i corsi delle professioni sanitarie in lingua italiana e giovedì 17 settembre quelle in lingua inglese.
Per i corsi di Architettura non è prevista una data unica nazionale: ogni ateneo potrà stabilire autonomamente il giorno della prova, purché si svolga entro il 30 settembre 2026.
Entro la fine del mese, sempre il 30 settembre, si terranno le prove di ammissione per i corsi di Medicina e chirurgia, Odontoiatria e protesi dentaria e Medicina veterinaria erogati in lingua inglese. Il calendario prosegue a ottobre con le selezioni per i corsi di laurea magistrale delle professioni sanitarie: lunedì 5 ottobre per la prova in lingua italiana e mercoledì 7 ottobre per quella in lingua inglese.
Il Ministero ha precisato che modalità e contenuti di alcune prove saranno definiti con successivi decreti, mentre i provvedimenti relativi ad Architettura e Scienze della formazione primaria sono già stati pubblicati.
La struttura del test di Scienze della formazione primaria
La prova di ammissione alla laurea magistrale a ciclo unico per l’insegnamento nella scuola dell’infanzia e primaria è predisposta da ciascuna università e mira a verificare l’adeguatezza della preparazione personale del candidato rispetto agli obiettivi formativi del corso. Le università redigono i quesiti rispettando i contenuti e le modalità previsti dal Ministero.
Il test consiste nella soluzione di 80 quesiti a risposta multipla, ciascuno con quattro opzioni tra cui individuare quella corretta. I quesiti coprono tre aree disciplinari: competenza linguistica e ragionamento logico, cultura letteraria storico-sociale e geografica, cultura matematico-scientifica.
La ripartizione è la seguente: 40 quesiti dedicati alla competenza linguistica e al ragionamento logico, 20 alla cultura letteraria storico-sociale e geografica, 20 alla cultura matematico-scientifica.
Per completare la prova i candidati dispongono di 150 minuti. Il sistema di valutazione è semplice e trasparente: ogni risposta esatta vale un punto, mentre le risposte omesse o errate non attribuiscono alcun punteggio. La graduatoria di ammissione è costituita dai candidati che hanno conseguito un punteggio non inferiore a 55 punti su 80.
I programmi: aree e obiettivi di valutazione
I programmi d’esame sono dettagliati nell’Allegato A al Decreto Ministeriale n. 931 del 3 luglio 2026 e mirano ad accertare conoscenze e abilità trasversali coerenti con il profilo del futuro docente. La prova si articola in tre aree tematiche, ciascuna con obiettivi valutativi specifici che rispondono alle esigenze formative del corso di laurea.
L’area di competenza linguistica e ragionamento logico verifica l’uso corretto dell’italiano, la comprensione di testi scritti e la capacità di completare ragionamenti coerenti con le premesse enunciate in forma simbolica o verbale.
I quesiti attingono a testi di saggistica e narrativa, classici o contemporanei, e a brani di attualità tratti da quotidiani o riviste generaliste e specialistiche. Sono inoltre proposti casi o problemi, anche di natura astratta, che richiedono l’adozione di diverse forme di ragionamento logico.
L’area di cultura letteraria, storico-sociale e geografica punta a riconoscere i generi letterari, collocare storicamente i testi della tradizione italiana e identificare opere e autori rilevanti. Sul versante storico, si valuta la capacità di distinguere le tipologie di fonti nella ricerca storica e di orientarsi nella cronologia degli eventi cruciali dell’età moderna e contemporanea in Italia ed Europa, con riferimento all’organizzazione politica, economica e sociale.
In ambito geografico, si richiedono conoscenze di base su geografia astronomica, fisica, antropica, sociale ed economica.
L’area di cultura matematico-scientifica accerta la capacità di risolvere semplici problemi valutando criticamente le strategie da utilizzare e di descrivere e interpretare scientificamente eventi della vita quotidiana. Le conoscenze richieste spaziano da matematica e informatica (insiemi numerici, calcolo, algebra, geometria euclidea, probabilità, analisi e presentazione dell’informazione) alle scienze della terra e della vita (ambiente, ecosistemi, atmosfera, clima, acque, organismi viventi, evoluzione biologica) e alle scienze della materia (elementi e sostanze chimiche, legami e reazioni, energia, fotosintesi, misure fisiche, dinamica, termodinamica, ottica, elettricità, magnetismo, astronomia, mondo microscopico).
L’obiettivo è verificare una preparazione scientifica di base applicabile a contesti didattici concreti.
Le certificazioni linguistiche e la graduatoria
Il punteggio conseguito nella prova può essere integrato presentando una certificazione di competenza linguistica in inglese di livello almeno B1 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue. Qualora il candidato disponga di più certificazioni, il sistema valorizza esclusivamente quella di livello più elevato, senza consentire la somma dei punteggi derivanti da titoli diversi.
L’accesso alla graduatoria è riservato agli aspiranti che abbiano ottenuto almeno 55 punti su 80.