L’anno scolastico 2025-2026 segna una svolta per la scuola italiana: non interventi frammentati, ma un disegno organico che tocca disciplina, valutazione, tecnologia, sicurezza e infrastrutture. Le parole chiave del Ministero sono autorevolezza, sicurezza, semplificazione ed equità territoriale.
Molte misure entrano in vigore già dal 2025/2026, altre preparano la piena operatività per il 2026/2027, come la filiera tecnologico-professionale 4+2 e le nuove Indicazioni nazionali.
La riforma della condotta: voto, sanzioni riparative e patto educativo
Dal 2025/2026 il voto di condotta nella secondaria diventa elemento centrale del percorso scolastico, incidendo su ammissione, crediti e valutazione complessiva dello studente. La riforma, operativa sulla base della legge 1 ottobre 2024, n. 150 e del decreto legge 127/2025, ridefinisce la condotta non come accessorio ma come dimensione formativa fondamentale.
Un 6 in condotta comporta ora un elaborato di cittadinanza attiva e solidale: se non svolto o non valutato positivamente, lo studente vede sospeso il giudizio. Parallelamente, le sanzioni disciplinari cambiano natura: non più solo allontanamento, ma attività educative riparative con percorsi di riflessione, approfondimento o cittadinanza solidale.
La spinta nasce da ragioni pedagogiche e sociali. La scuola vuole costruire competenze civiche e relazionali, riaffermando che l’ambiente di apprendimento si fonda su regole condivise e rispetto reciproco. Al contempo, episodi di bullismo, cyberbullismo e tensioni in classe hanno reso urgente dotare le scuole di strumenti chiari per gestire i conflitti.
L’efficacia dipenderà dall’attuazione pratica: le scuole dovranno organizzare percorsi credibili con tempi, tutoraggio e partner territoriali, trasformando l’innovazione da etichetta a esperienza concreta per studenti e famiglie.
L’esame di maturità 2025/2026: colloquio su quattro discipline e stop alla scena muta
L’esame di maturità torna a chiamarsi ufficialmente con il suo nome storico e si ridisegna a partire dal 2025/2026. Le due prove scritte rimangono confermate, ma il cuore della riforma riguarda il colloquio orale.
Con il decreto legge 127 del 9 settembre 2025, il Ministero stabilisce che il colloquio si concentrerà su quattro materie caratterizzanti, individuate con decreto ministeriale entro gennaio. La prova integrerà educazione civica e formazione scuola lavoro, valutando competenze argomentative e maturazione complessiva del candidato.
La novità più discussa riguarda la cosiddetta “scena muta volontaria”: la scelta deliberata del silenzio durante l’orale può comportare la non ammissione. L’obiettivo dichiarato è riaffermare la serietà dell’esame come rito formativo e non come passaggio rituale.
La gestione della tecnologia: divieto di smartphone al secondo ciclo e linee guida sull’IA (dm 166/2025)
Il 2025 segna una distinzione netta tra tecnologia personale e tecnologia educativa governata. Con la circolare n. 3392 del 16 giugno 2025, il Ministero estende alle scuole superiori la limitazione dell’uso degli smartphone durante l’orario scolastico, chiedendo agli istituti di regolamentare applicazione e sanzioni.
Le motivazioni dichiarate riguardano distrazione, frammentazione dell’attenzione e tutela: registrazioni non autorizzate, violazioni della privacy, cyberbullismo e conflitti tra pari e con gli adulti sono fenomeni ricorrenti legati all’uso non controllato di dispositivi personali in classe.
Parallelamente, il decreto ministeriale n. 166 del 9 agosto 2025 introduce le linee guida per l’Intelligenza Artificiale nelle istituzioni scolastiche, non come corsa tecnologica ma come governance educativa: rispetto delle norme, protezione dei dati, equità, uso responsabile e consapevole.
L’IA può migliorare la personalizzazione degli apprendimenti, offrire supporto a studenti con bisogni educativi specifici, ridurre il carico burocratico e promuovere educazione digitale critica su sistemi generativi, limiti, bias ed etica. La coesistenza di divieto smartphone e apertura all’IA non è contraddittoria: descrive una tecnologia ricondotta dentro un perimetro educativo, dove strumenti e regole sono governati dalla scuola e non dall’uso individuale incontrollato.
La sicurezza e la tutela: viaggi d’istruzione, formazione scuola lavoro e personale
Il 2025 rafforza le garanzie per le attività fuori aula e la tutela di chi lavora nella scuola. Il decreto legge 127/2025 introduce requisiti più stringenti per i viaggi d’istruzione, con particolare attenzione ai servizi di trasporto e accessibilità. L’obiettivo è ridurre i rischi e restituire alle famiglie la certezza che ogni esperienza esterna sia progettata con attenzione alla sicurezza.
I percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento cambiano nome e diventano “Formazione scuola lavoro”, per chiarire che si tratta di esperienze formative governate da obblighi precisi, non di semplice presenza in azienda. Il passaggio lessicale risponde anche alla necessità di definire responsabilità e tutele in modo più netto.
Sul fronte del personale, il Ministero ha diffuso dati che registrano un calo degli episodi di aggressione, collegandolo alla linea di rafforzamento dell’autorevolezza educativa. L’effetto atteso è duplice: proteggere chi insegna e, insieme, costruire un clima più sereno per tutta la comunità scolastica.
Il DL 45/2025 “Scuola PNRR”: anti-diplomifici, reclutamento e semplificazione digitale
Il decreto legge 7 aprile 2025, n. 45, rappresenta il perno normativo dell’anno, collegando avvio scolastico 2025/2026 e attuazione PNRR. Il provvedimento affronta tre priorità: legalità del sistema, efficienza del reclutamento e trasparenza digitale.
Le misure anti-diplomifici introducono controlli più stringenti sul rilascio dei titoli e obblighi di tracciabilità che riguardano scuole statali e paritarie. L’obiettivo è contrastare pratiche distorsive che minano la credibilità dell’intero sistema: quando un diploma può essere percepito come acquistabile, a perdere sono gli studenti che studiano davvero e il valore del titolo nel mondo del lavoro.
Sul fronte del reclutamento, il decreto interviene su procedure e tempistiche per completare le assunzioni e utilizzare le graduatorie in modo più efficiente, con criteri di arrotondamento e scorrimento. La discontinuità didattica è tra i fattori che incidono maggiormente sulla qualità: più cattedre coperte in tempo significa meno supplenze a catena e maggiore stabilità per le classi.
La digitalizzazione accompagna queste misure attraverso il fascicolo digitale del personale (avviato a dicembre 2025) e la piattaforma “Famiglie e studenti”, che consente alle scuole di acquisire direttamente dati per iscrizioni, riducendo certificazioni cartacee e alleggerendo il carico burocratico su famiglie e segreterie. L’effetto atteso è duplice: processi più rapidi e maggiore certezza dei dati, con benefici su qualità e fiducia nel sistema.
La filiera 4+2 e gli ITS Academy: laboratori, orientamento e riduzione dei divari
Dal 2026/2027 entrerà a regime la filiera tecnologico‑professionale 4+2, dopo la fase sperimentale che ha coinvolto centinaia di istituti. Già nel 2025, però, il sistema si prepara con investimenti significativi: 210 milioni destinati a oltre mille scuole per laboratori innovativi, che rendano l’apprendimento tecnico più connesso alle competenze richieste dai settori produttivi.
Paralleli a questi interventi, gli ITS Academy ricevono oltre 136 milioni per rafforzare percorsi e orientamento, con nuove figure professionali in mobilità, chimica, agroalimentare e tecnologie dell’informazione. L’obiettivo dichiarato è ridurre il disallineamento tra domanda di competenze e offerta formativa, costruendo un canale credibile tra scuola e mondo del lavoro.
Sul fronte della dispersione e dei divari territoriali, il 2025 consolida Agenda Sud e Agenda Nord con 500 milioni aggiuntivi, ampliando le scuole coinvolte. A questi si sommano 32,2 milioni specifici per aree periferiche e a rischio, destinati a personalizzazione, tutoraggio e recupero delle competenze di base, trasformando la scuola in presidio educativo di comunità.