Con l’avvio del nuovo anno scolastico entrano a regime le norme sugli allontanamenti dalla scuola fino a quindici giorni e sul voto in condotta. Gli interventi normativi adottati tra il 2024 e il 2025, promossi dal ministro Giuseppe Valditara, hanno rafforzato lo Statuto delle studentesse e degli studenti attraverso una serie di disposizioni e provvedimenti attuativi emanati dal Mim.
Il nuovo assetto regolamentare segna il passaggio da una logica puramente punitiva a una funzione educativa, responsabilizzante e riparativa della sospensione, ridefinendo il significato dell’allontanamento dalle lezioni come strumento formativo.
Le sospensioni fino a due giorni: attività di approfondimento in sede
L’allontanamento dalla scuola per un periodo massimo di due giorni prevede lo svolgimento di attività scolastiche specifiche, assegnate dal consiglio di classe, mirate all’approfondimento delle conseguenze dei comportamenti che hanno determinato il provvedimento disciplinare. Lo studente è tenuto a partecipare a queste attività all’interno della scuola stessa, sotto la supervisione dei docenti incaricati dall’istituto.
Il percorso si conclude con la produzione di un elaborato critico in cui lo studente deve dimostrare di aver compreso quanto appreso durante le attività di approfondimento. L’elaborato rappresenta il momento di sintesi riflessiva del percorso educativo e costituisce un elemento essenziale della sanzione, trasformando l’allontanamento in un’occasione di crescita personale e di consapevolezza delle proprie azioni.
Gli allontanamenti da tre a quindici giorni: cittadinanza attiva presso enti convenzionati
Le sospensioni superiori a due giorni impongono allo studente di partecipare ad attività di cittadinanza solidale presso strutture convenzionate con le scuole. Gli enti vengono individuati negli elenchi predisposti dall’amministrazione periferica del ministero dell’Istruzione e del Merito, garantendo un quadro operativo trasparente e verificabile.
L’obiettivo è trasformare l’allontanamento in un percorso di responsabilizzazione concreta, attraverso il coinvolgimento in iniziative utili alla comunità. Il consiglio di classe può deliberare la prosecuzione delle attività anche dopo il rientro in classe, nel rispetto dei princìpi di temporaneità, gradualità e proporzionalità, adattando l’intervento al profilo comportamentale dello studente e alla gravità della condotta.
Il voto in condotta: criteri di valutazione e soglie di bocciatura
La valutazione del comportamento viene ora riferita all’intero anno scolastico e non più al quadrimestre. Nel calcolo pesano in modo determinante atti violenti o di aggressione nei confronti di docenti, studenti e tutto il personale scolastico.
L’assegnazione del 5 in condotta comporta automaticamente la bocciatura. Tale valutazione può essere attribuita anche a fronte di comportamenti che costituiscono gravi e reiterate violazioni del regolamento di istituto.
Alla scuola media il comportamento è espresso con voti in decimi. Una valutazione finale inferiore a 6 determina la non ammissione alla classe successiva o all’esame di Stato conclusivo del primo ciclo, anche in presenza di valutazioni sufficienti in tutte le discipline.
Lo studente che riceve un voto inferiore a sei in sede di valutazione periodica dovrà essere coinvolto in attività di cittadinanza attiva e solidale, configurando un percorso di recupero e responsabilizzazione prima della valutazione finale.
Le ricadute alle superiori: debito in educazione civica ed elaborati obbligatori
Alle scuole superiori, il voto di 6 in condotta determina un debito scolastico in educazione civica da recuperare entro settembre. Il consiglio di classe sospende il giudizio finale e assegna alla studentessa o allo studente un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale.
La mancata presentazione dell’elaborato prima dell’inizio del nuovo anno scolastico o una valutazione non sufficiente da parte del consiglio di classe comportano la non ammissione all’anno successivo.
In sede di esame di maturità, chi ha ottenuto 6 in condotta deve discutere durante il colloquio orale un elaborato critico definito dal consiglio di classe. Il tema riguarda la cittadinanza attiva e solidale fondata sul rispetto dei principi costituzionali. Il voto in comportamento incide inoltre sui crediti per l’ammissione all’esame di Stato: il punteggio massimo può essere assegnato esclusivamente agli alunni che hanno conseguito da nove decimi in su.
La finalità educativa del nuovo impianto
Il nuovo assetto normativo, come sottolineato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, combina maggiore severità nelle conseguenze del comportamento con un rafforzamento della funzione educativa della sanzione. L’obiettivo dichiarato non è limitarsi ad allontanare lo studente che viola le regole, ma collegare ogni provvedimento disciplinare a un percorso di riflessione personale, responsabilizzazione e restituzione concreta alla comunità scolastica e sociale.