Origine e significato del termine esegesi, parola che spesso ci mette in crisi per i vari contesti all’interno dei quali può essere utilizzata.

Esegesi: etimologia e significato

Con il termine esegesi (composto di ex = da dentro ed egesis = condurre, guidare) si intende l’interpretazione critica di un testo, finalizzata alla comprensione del suo significato. Si tratta di un termine di origine greca, giunto fino a noi attraverso la grafia latina e letteralmente traducibile in estrarre. In riferimento a testi, il significato del termine è quindi quello di spiegare, interpretare (es. Esegesi biblica, ovvero l’interpretazione del testo biblico). Una lettura attenta, volta all’estrazione più pura, completa e articolata del significato di un testo costituisce dunque un’esegesi.

Esegesi biblica, cos’è

L’esegesi biblica è lo studio che si occupa di indagare sulle origini, sulle circostanze e sugli autori dei testi biblici. Oggetto dell’esegesi biblica sono anche le fonti dei testi stessi ed il messaggio che vogliono diffondere; la corretta conservazione, l’utilizzo di determinati termini. Se il vocabolo è spesso riferito alle Sacre Scritture, è possibile fare l’esegesi di un libro sacro, così come di opere letterarie, di una norma di legge o di un poema antico (es. ‘esegesi dantesca’). Colui che fa esegesi, ovvero che studia i testi e l’ambiente culturale che li ha prodotti, al fine di comprenderne il significato originario, si definisce esegeta. Per giungere alla più pura e corretta interpretazione di uno scritto, egli si concentra sul significato delle parole, contestualizzandole storicamente, così da meglio comprendere il significato veicolato dall’ autore. Si tratta dunque di un’operazione critica e interpretativa, che tiene conto del significato delle parole e delle espressioni in relazione alla cultura del tempo (interpretazione esegetica). Il risultato è la spiegazione di un testo (sia esso giuridico, letterario o sacro) basata sul suo studio critico.

Sinonimo di esegesi

Per estensione, sinonimi di esegesi possono essere considerati: analisi, commento, critica, esplicazione, interpretazione, spiegazione, esame critico, ermeneutica. Un “approccio esegetico” si configura di conseguenza come interpretativo, critico, esplicativo, chiarificatore, espositivo, analitico.

Esegesi ed ermeneutica

Importante è anche la differenza tra esegesi ed ermeneutica, termini che possono trarre in inganno per il significato simile, ma non uguale.

L’esegesi è, come abbiamo visto, l’interpretazione critica di testi basata su elementi contenuti all’interno del testo stesso, l’ermeneutica attinge, nelle proprie valutazioni, ad elementi extratestuali.