Grazia Deledda: biografia

Grazia Deledda nacque il 27 settembre 1871 a Nuoro, da una famiglia benestante, frequentò le scuole pubbliche fino alla quarta elementare e poi proseguì con un precettore, ma la formazione letteraria fu soprattutto da autodidatta. Quinta di sette fratelli, subì diverse tragedie famigliari molto dolorose: il fratello maggiore, Santus, divenne un alcolizzato, mentre il più giovane, Andrea, fu arrestato per piccoli furti. Il padre morì per una crisi cardiaca quando Grazia Deledda aveva solo 21 anni e la famiglia si ritrovò in difficoltà economiche, poco più tardi, morì anche la sorella Vincenza. Grazia Deledda cominciò a scrivere giovanissima e pubblicò la sua prima novella nel 1886, all’età di quindici anni, su un giornale nuorese. Nel 1899 si trasferì a Roma dove sposò Palmiro Madesani, funzionario del Ministero delle Finanze, conosciuto a Cagliari due mesi prima, il quale in seguito al grande successo della Deledda, lasciò la sua carica di funzionario, per ricoprire il ruolo di agente della moglie. Deledda morì per un tumore al seno, il 15 agosto 1936.

Grazia Deledda: il Nobel e i libri

Nel 1926 la Deledda vinse il Premio Nobel per la letteratura, unica scrittrice italiana donna ad aver ricevuto questo premio “per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano”. In tutto Deledda pubblicò 56 opere in circa 40 anni di carriera e fu apprezzata e tradotta anche all’estero. Il suo ultimo libro, un racconto autobiografico: Cosima, quasi Grazia rimasto incompiuto, fu pubblicato postumo con il titolo Cosima. Tra i libri che ebbero maggior successo:

  • Canne al vento
  • La madre
  • La via del male
  • Cenere
  • Elias Portolu 

Grazia Deledda: frasi

Di carattere quieto e trattenuto, la Deledda fu piuttosto feconda dal punto di vista letterario, imponendo il verismo della sua narrativa, i toni cupi e l’ansia di liberazione delle sue opere, le storie di passioni primitive, che riscontrarono grandi consensi anche da parte della critica. La grande tenacia della Deledda, fu anche imporsi come scrittrice in un tempo in cui l’indipendenza della donna non era senza dubbio incentivata. Tra le frasi che ricordiamo:

  • “La vita passa e noi la lasciamo passare come l’acqua del fiume, e solo quando manca ci accorgiamo che manca.
  • “Se vostro figlio vuole fare lo scrittore o il poeta sconsigliatelo fermamente. Se continua minacciatelo di diseredarlo. Oltre queste prove, se resiste, cominciate a ringraziare Dio di avervi dato un figlio ispirato, diverso dagli altri”
  • “Siamo proprio come le canne al vento, donna Ester mia. Ecco perché! Siamo canne, e la sorte è il vento.”
  • “Mutiamo tutti, da un giorno all’altro, perlente e inconsapevoli evoluzioni, vinti da quella legge ineluttabile del tempo che oggi finisce di cancellare ciò che ieri aveva scrittonelle misteriose tavole del cuore umano.

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