Synergy Grant 2026, 50 milioni del MUR per progetti tra centri nazionali e imprese

Synergy Grant 2026, 50 milioni del MUR per progetti tra centri nazionali e imprese

Il MUR lancia Synergy Grant 2026 da 50 milioni di euro per progetti di ricerca applicata caratterizzati da alta complessità scientifica, con collaborazione tra centri nazionali e imprese.
Synergy Grant 2026, 50 milioni del MUR per progetti tra centri nazionali e imprese

Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha lanciato Synergy Grant 2026, un nuovo bando da 50 milioni di euro inserito nel Piano triennale 2026-2028. L’iniziativa sostiene progetti di ricerca applicata, innovativa e di frontiera caratterizzati da alta complessità scientifica, vale a dire iniziative che richiedono competenze multidisciplinari avanzate e infrastrutture tecnologiche sofisticate.

L’obiettivo centrale è rafforzare le sinergie tra la comunità scientifica pubblica e il sistema produttivo, valorizzando le competenze sviluppate attraverso i programmi PNRR e il Piano nazionale complementare. Questo strumento rappresenta una novità nel panorama nazionale del finanziamento alla ricerca, progettato per accrescere l’impatto scientifico, tecnologico e socio-economico degli investimenti pubblici mediante la collaborazione strutturata tra università, enti di ricerca e imprese.

I destinatari e l’architettura dei partenariati

Il bando si rivolge ai cinque Centri Nazionali finanziati dal MUR nell’ambito del PNRR, che fungono da soggetti proponenti. Si tratta di grandi poli della ricerca nati per coordinare reti estese tra università, enti e imprese:

  • il Centro Nazionale per l’High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing (ICSC)
  • il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile (MOST)
  • il Centro Nazionale Agritech
  • il Centro Nazionale per la Biodiversità (NBFC)
  • il Centro Nazionale per le Terapie Geniche e i Farmaci a RNA

Questi Hub devono collaborare con i soggetti attuatori: gli Hub degli Ecosistemi dell’innovazione, reti territoriali che integrano università, ricerca e imprese su specifiche filiere produttive; i Partenariati estesi, grandi programmi pubblico-privati su tematiche strategiche nazionali; le Iniziative PNC, complementari al PNRR.

L’architettura mira a valorizzare le competenze già sviluppate e ad accrescere l’impatto degli investimenti attraverso sinergie operative strutturate.

Le attività finanziabili, i criteri di valutazione e le aree prioritarie

Il bando finanzia progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale con l’obiettivo di portare le tecnologie verso applicazioni concrete. L’orientamento è chiaro: sostenere iniziative in grado di tradursi in soluzioni operative e ricadute sul sistema produttivo.

Una premialità specifica nella fase di valutazione viene riconosciuta ai progetti che integrano aree strategiche per la competitività del Paese. Rientrano in questo perimetro prioritario:

  • l’high performance computing
  • l’intelligenza artificiale
  • la cybersicurezza
  • le tecnologie quantistiche
  • le tecnologie innovative in ambito sanitario

Queste discipline rappresentano i pilastri della trasformazione digitale e scientifica nazionale.

L’enfasi posta sulle applicazioni concrete risponde alla necessità di massimizzare l’impatto scientifico, tecnologico e socio-economico degli investimenti pubblici, favorendo proposte che uniscano rigore della ricerca di frontiera e capacità di generare valore per imprese e società.

I requisiti economici, la durata e la ripartizione dei costi

Ogni proposta ammessa al bando Synergy Grant 2026 dovrà prevedere un costo complessivo compreso tra 5 e 8 milioni di euro e una durata massima di tre anni. Il bando stabilisce un vincolo chiaro: le imprese dovranno realizzare attività corrispondenti ad almeno il 51% del costo totale del progetto, confermando così la volontà del MUR di orientare le risorse verso iniziative con forte ricaduta applicativa e concreta integrazione tra ricerca e produzione.

La struttura dei costi ammissibili è dettagliata e riflette l’obiettivo di rafforzare il capitale umano:

  • fino al 35% del valore complessivo del progetto può essere destinato alle spese di personale, comprensive di ricercatori, tecnologi e tecnici
  • un ulteriore 5% riservato ai contratti di lavoro stipulati dalle imprese, evidenziando l’attenzione verso l’occupazione qualificata nel settore privato
  • un 15% del budget può coprire i costi per contratti di consulenza specialistica, necessari per affrontare tematiche ad alta complessità scientifica e tecnologica

La procedura di selezione e la finestra temporale per le domande

La valutazione delle proposte è affidata a un Comitato nominato dal Ministero dell’Università e della Ricerca, con il coordinamento tecnico-scientifico del Comitato nazionale per la valutazione della ricerca (CNVR). I criteri di selezione premieranno le proposte caratterizzate dai più elevati standard di qualità scientifica e da una solida progettualità, garantendo rigore metodologico e fattibilità operativa.

Le domande devono essere presentate esclusivamente in lingua inglese attraverso il portale dedicato https://synergy.bandi.cineca.it. La finestra per la presentazione si apre il 4 maggio alle ore 15:00 e si chiude il 6 luglio alle ore 15:00, offrendo ai proponenti due mesi per preparare la documentazione richiesta.

Il posizionamento nel Piano 2026-2028 e le sinergie PNRR/PNC

Synergy Grant 2026 si inserisce nel percorso di consolidamento delle iniziative avviate con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e il Piano Nazionale Complementare. Il bando rappresenta il quarto intervento previsto per il 2026 nell’ambito del Piano triennale della ricerca, insieme ai già pubblicati PRIN, PRIN Hybrid e al decreto per i progetti congiunti a livello internazionale.

Complessivamente, il Piano stanzia circa 410 milioni di euro destinati al sistema della ricerca.

Il Piano triennale 2026-2028, fortemente voluto dal Ministro Anna Maria Bernini, ha introdotto elementi innovativi nella programmazione nazionale: tempi certi per i bandi, un fondo unico per il finanziamento e risorse stabili per università ed enti di ricerca. Questa architettura permette di superare la frammentazione del passato, garantendo continuità agli investimenti pubblici e valorizzando le competenze sviluppate attraverso i programmi PNRR e PNC.

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