Omicidio Marco Vannini: le ultime novità

La storia di cui andiamo a parlare oggi è una di quelle tristi che fa male ricordare e che coinvolge la vita di un giovane ragazzo, Marco Vannini, morto quattro anni fa e di cui si cerca ancora di fare chiarezza e, soprattutto, giustizia. Avrete sicuramente avuto modo di sentir parlare di questa terribile storia, ne hanno parlato telegiornali, programmi televisivi come Le Iene e ne parlano da quel lontano 18 maggio del 2015 quando si è diffusa la notizia della morte di un giovane ragazzo che, al momento della morte, si trovava a cena a casa della fidanzata a Ladispoli in provincia di Roma. E’ stata da poco emessa una nuova sentenza che ha lasciato indignati i genitori del ragazzo, ma andiamo per gradi, ripercorriamo la ricostruzione e la sentenza. 

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Omicidio Marco Vannini: la ricostruzione

Facciamo un passo indietro e ripercorriamo quanto accaduto la sera del 17 maggio 2015. Intorno alle 20, Marco Vannini si trova a Ladispoli nella villetta della fidanzata Martina; qualche ora dopo, precisamente alle 23, i vicini sentono delle urla: “Vedi, papà? Vedi?”e un ragazzo che si lamenta con una voce disumana: “Scusa Martina”. In casa, oltre a Marco e Martina, ci sono altre quattro persone: Antonio Ciontoli, la moglie Maria, Federico e la fidanzata di quest’ultimo, Viola Giorgini. Tutti loro hanno raccontato che Marco stava facendo un bagno nella vasca, era nudo quando nella stanza entrò Ciontoli per prendere da una scarpiera un’arma. Partì un colpo che ferì gravemente il ragazzo, secondo l’accusa, in quel momento ci sarebbe stato un ritardo consapevole nel chiamare i soccorsi e le condizioni del giovane si sarebbero aggravate, fino ad arrivare alla morte. Gli inquirenti hanno parlato di omissioni per coprire un componente della famiglia Ciontoli. Il figlio, Federico, chiama il 118 ma solo alle 23.40 e dice: “C’è un ragazzo che si è sentito male probabilmente per uno scherzo, di botto è diventato troppo bianco e non respira più”. La telefonata si interrompe perché qualcuno decide di troncarla, Marco è ancora vivo; a decidere di chiamare nuovamente l’ambulanza, per la seconda volta, è Antonio Ciontoli il quale, però, non rivela che in quella casa c’è un ragazzo con una pallottola entrata dalla spalla e fuoriuscita dal fianco, parla, invece, di un buchino generato dalla caduta su un pettine.

Omicidio Marco Vannini: la sentenza

Di questa terribile storia, la parte più scioccante riguarda la sentenza. Quella di primo grado aveva stabilito di dare ad Antonio Ciontoli, ritenuto il colpevole di aver sparato al ragazzo, 14 anni di reclusione e tre anni per i due figli di Ciontoli, Martina e Federico e per la moglie Maria Pezzilllo, la fidanzata di Federico Ciontoli, Viola Giorgini, era stata assolta dall’accusa di omissione di soccorso. Un mese fa i giudici della Corte d’Assisse d’Appello di Roma hanno condannato Antonio Ciontoli per omicidio colposo a cinque anni di reclusione contro i 14 anni che gli erano stati inflitti in primo grado. Alla lettura della sentenza, in aula, i genitori di Marco hanno iniziato ad urlare di aver subito una grave ingiustizia e che loro figlio non otterrà mai la vera giustizia.

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