Vicit tamen in

senatu pars illa quae vero pretium aut gratiam anteferebat. Decretum fit uti decem legati regnum quod Micipsa obtinuerat inter

Iugurtham et Adherbalem dividerent. Cuius legationis princeps fuit L. Opimius homo clarus et tum in senatu potens quia consul

C. Graccho et M. Fuluio Flacco interfectis acerrime victoriam nobilitatis in plebem exercuerat. Eum Iugurtha tametsi Romae in

amicis habuerat tamen accuratissime recepit dando et pollicendo multa perfecit uti fama fide postremo omnibus suis rebus

commodum regis anteferret. Relicuos legatos eadem via aggressus plerosque capit paucis carior fides quam pecunia fuit. In

divisione quae pars Numidiae Mauretaniam attingit agro virisque opulentior Iugurthae traditur; illam alteram specie quam usu

potiorem quae portuosior et aedificiis magis exornata erat Adherbal possedit.

Traduzione

XVI In senato s’impose, però, il partito che anteponeva il denaro e il
favore

personale alla giustizia. Si decretò che dieci commissari
dividessero tra Giugurta e Aderbale il regno che era

appartenuto a
Micipsa. Capo della commissione fu nominato Lucio Opimio, personaggio
illustre e allora

potente in senato, perché come console, dopo l’uccisione
di Gaio Gracco e di Marco Fulvio Flacco, aveva profittato

della vittoria
della nobiltà per infierire crudelmente contro la plebe. Sebbene a Roma
Giugurta lo avesse

avuto tra i suoi oppositori, tuttavia lo ricevette con
ogni cortesia e lo indusse, con molti doni e promesse, ad

anteporre gli
interessi del re alla sua reputazione, al suo onore e, in definitiva, a
tutti i suoi doveri.

Circuendo allo stesso modo gli altri legati,
Giugurta ne guadagnò alla sua causa la maggior parte; soltanto a pochi

fu
più caro l’onore che il denaro. Quando fu fatta la divisione, a Giugurta
fu assegnata la parte della

Numidia confinante con la Mauritania, che è la
più fertile e la più popolata; ad Aderbale toccò l’altra parte che,

più
ricca di porti e di monumenti, era migliore in apparenza ma non in
sostanza.