Nam

postquam Cn. Pompeio et M. Crasso consulibus tribunicia postestas restituta est, homines adulescentes summam potestatem nacti,

quibus aetas animusque ferox erat, coepere senatum criminando plebem exagitare, dein largiendo atque pollicitando magis

incendere, ita ipsi clari potentesque fieri. contra eos summa ope nitebatur pleraque nobilitas senatus specie pro sua

magnitudine. Namque, uti paucis verum absoluam, post illa tempora quicumque rem publicam agitavere, honestis nominibus, alii

sicuti populi iura defenderent, pars quo senatus auctoritas maxima foret, bonum publicum simulantes pro sua quisque potentia

certabant. Neque illis modestia neque modus contentionis erat: utrique victoriam crudeliter exercebant.

Traduzione

Infatti, dopo che i consoli Cn. Pompeo e M. Crasso

ristabilirono la potestà tribunizia, uomini ancor giovani venuti in possesso di un’autorità così grande, con ferocia

d’animo che l’età rinfocolava coi loro attacchi al Senato cominciarono ad agitare la plebe, poi con elargizioni e

promesse ad alimentare l’incendio, e così diventare essi stessi famosi e potenti. Contro di loro con tutte le forze si

adoperava gran parte della nobiltà, per il Senato, in realtà per conservare i suoi privilegi. E infatti, per dire il vero in

breve, dopo quei tempi, tutti coloro che agitarono lo Stato con onesti nomi, alcuni come difendessero gli interessi del popolo,

altri perché grande e piena fosse l’autorità del Senato, simulando il bene pubblico, lottavano ciascuno per il proprio

potere. Né avevano moderazione o misura nel contendere; gli uni e gli altri esercitavano crudelmente la vittoria.