Ac mihi quidem videtur, cum duae sententiae fuissent veterum philosophorum, una eorum, qui censerent omnia ita

fato fieri, ut id fatum vim necessitatis adferret, in qua sententia Democritus, Heraclitus, Empedocles, Aristoteles fuit,

altera eorum, quibus viderentur sine ullo fato esse animorum motus voluntarii, Chrysippus tamquam arbiter honorarius medium

ferire voluisse–sed applicat se ad eos potius, qui necessitate motus animos liberatos volunt; dum autem verbis utitur suis,

delabitur in eas difficultates, ut necessitatem fati confirmet invitus.

Traduzione

A dire il vero, tra le due posizioni dei filosofi antichi (la

prima di chi riteneva che tutto si verificasse per volere del fato, al punto che il fato comportava la forza della necessità,

posizione nella quale rientravano Democrito, Eraclito, Empedocle, Aristotele; la seconda di chi pensava che ci fossero moti

volontari dell’anima senza alcun intervento del fato), mi sembra che Crisippo, quale arbitro onorario, abbia voluto seguire

la via mediana, anche se si avvicina di più a coloro che propendono per i moti dell’anima affrancati dalla necessità; ma,

mentre fa uso della terminologia che gli è propria, scivola in difficoltà tali, da dover ribadire, suo malgrado, la necessità

del fato.