Carta Valore Cultura 2027, niente ISEE e voto: chi ottiene il bonus con il diploma entro i 19 anni

Carta Valore Cultura 2027, niente ISEE e voto: chi ottiene il bonus con il diploma entro i 19 anni

La Legge di Bilancio 2026 introduce la Carta Valore Cultura, nuovo strumento che dal 2027 sostituisce i bonus cultura precedenti con criteri di accesso rivoluzionati.
Carta Valore Cultura 2027, niente ISEE e voto: chi ottiene il bonus con il diploma entro i 19 anni

La Legge di Bilancio 2026 introduce la Carta Valore Cultura, strumento unico che dal 2027 sostituisce i precedenti bonus destinati ai giovani: la Carta della cultura giovani e la Carta del merito. Il cambiamento segna una svolta radicale nei criteri di accesso al sostegno.

Il requisito centrale per ottenere il beneficio diventa il conseguimento del diploma entro il compimento dei diciannove anni, senza aver subito bocciature o interruzioni del percorso scolastico. Vengono contestualmente eliminati i vincoli che caratterizzavano il sistema precedente: non sarà più necessario dimostrare un ISEE inferiore a 35mila euro, né raggiungere il massimo dei voti all’esame di Stato (100 centesimi).

La misura premia quindi esclusivamente la regolarità degli studi.

Lo stanziamento annuale confermato dal governo ammonta a 180 milioni di euro. L’abolizione delle barriere reddituali e del criterio meritocratico basato sul voto finale potrebbe ampliare significativamente la platea dei beneficiari rispetto alle edizioni precedenti, rendendo il bonus accessibile a tutti gli studenti che rispettano il requisito anagrafico e il percorso scolastico regolare.

Le modalità di erogazione: tempi, piattaforme e importo in attesa di decreto

Il beneficio economico non sarà immediatamente spendibile al conseguimento del diploma, ma diventerà operativo nell’anno solare successivo a quello in cui lo studente completa il ciclo di studi. La gestione avverrà esclusivamente in forma digitale, mediante una carta elettronica accessibile attraverso piattaforme online dedicate, supervisionate dal Ministero della Cultura.

Entro il 30 novembre 2026 verrà emanato un decreto interministeriale che stabilirà tre aspetti fondamentali: il valore nominale del contributo spettante a ciascun neo-diplomato, le procedure tecniche necessarie per registrarsi e presentare domanda, nonché l’elenco dettagliato delle categorie merceologiche ammissibili per l’acquisto di beni e servizi culturali.

Sotto il profilo fiscale, la Carta Valore Cultura presenta caratteristiche di neutralità: l’importo erogato non concorre alla formazione del reddito imponibile del beneficiario e non influisce sul calcolo dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), garantendo così che il sostegno rimanga accessibile senza interferire con altre misure legate alla condizione economica familiare.

L’evoluzione del bonus cultura: dalla 18App agli effetti su lettura e spesa

La Carta Valore Cultura conclude un percorso decennale avviato dalla Legge di Stabilità 2016, che introdusse la 18App per tutti i diciottenni. Tra il 2016 e il 2022, l’Osservatorio dell’Università Cattolica documenta una spesa complessiva superiore a 1,5 miliardi di euro, con un picco di utilizzo del 73,7% registrato nel 2023.

L’impatto sulle abitudini culturali emerge dai dati Istat: la percentuale di diciottenni lettori è cresciuta dal 48% del 2016 al 57% del 2020, testimoniando l’efficacia del sussidio nel promuovere l’accesso ai contenuti culturali. L’editoria libraria domina stabilmente le preferenze di spesa, distanziando in modo significativo il cinema e gli spettacoli dal vivo, confermandosi motore del mercato editoriale giovanile.

I controlli antifrode: verifiche semestrali e possibili rimodulazioni

Le edizioni precedenti del bonus hanno registrato oltre 2.500 identità digitali SPID irregolari utilizzate per generare voucher fittizi presso esercenti inesistenti. Per contrastare questi fenomeni, la normativa prevede verifiche semestrali affidate al Ministero, con l’obiettivo di prevenire illeciti e monitorare l’andamento delle erogazioni rispetto al tetto di spesa.

Qualora necessario per rispettare i vincoli di bilancio, il governo può intervenire rimodulando l’importo della carta o rivedendo i criteri di inclusione nella platea dei beneficiari.

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