Competenze non cognitive a scuola, parte la sperimentazione: 443 progetti in 1.169 istituti

Competenze non cognitive a scuola, parte la sperimentazione: 443 progetti in 1.169 istituti

Al via la sperimentazione triennale per introdurre competenze non cognitive nei percorsi scolastici: 443 progetti selezionati in 1.169 istituti su scala nazionale.
Competenze non cognitive a scuola, parte la sperimentazione: 443 progetti in 1.169 istituti

Il 15 luglio 2026 il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha annunciato in question time alla Camera l’avvio della sperimentazione triennale per introdurre competenze non cognitive e trasversali nei percorsi scolastici, in base alle novità della legge 22/2025.

La Commissione tecnica nominata dal Mim ha valutato positivamente 443 proposte progettuali su scala nazionale. L’obiettivo è integrare tali competenze nell’offerta formativa dall’infanzia all’età adulta. La sperimentazione riguarda l’intero sistema d’istruzione e mira a promuovere la formazione integrale degli studenti.

Le scuole coinvolte e il decreto in arrivo

Il perimetro della sperimentazione si estende a 1.169 istituzioni scolastiche distribuite su tutto il territorio nazionale, selezionate a seguito della valutazione positiva delle 443 proposte progettuali presentate.

Il numero di istituti coinvolti evidenzia la portata del provvedimento, che interessa ogni ordine e grado del sistema d’istruzione.

L’avvio operativo della sperimentazione triennale è subordinato all’emanazione di un decreto ministeriale di autorizzazione, la cui pubblicazione è prevista a breve. Il provvedimento formalizzerà l’avvio delle attività nelle scuole selezionate e costituirà il riferimento normativo per l’applicazione delle disposizioni contenute nella legge 22/2025, che ha introdotto la dimensione delle competenze non cognitive e trasversali nei curricoli scolastici.

Il decreto definirà altresì i criteri generali per l’attuazione della misura nelle singole istituzioni.

Il comitato tecnico-scientifico, Invalsi e Indire: monitoraggio e linee guida

Il Comitato tecnico-scientifico predisporrà specifiche linee guida con definizione di indicazioni metodologico-didattiche, assicurando coerenza con le Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, con le Indicazioni nazionali per i licei e con le Linee guida per gli istituti tecnici e professionali vigenti.

Lo stesso organismo, avvalendosi del supporto di Invalsi e Indire, curerà il monitoraggio sistematico e l’andamento della sperimentazione nazionale nelle istituzioni scolastiche coinvolte, garantendo raccolta dati e verifica dell’attuazione nelle diverse realtà territoriali.

Le prossime tappe per l’IeFP e la riforma “4+2”

Un decreto ministeriale in fase di definizione stabilirà i criteri generali per svolgere la sperimentazione nell’ambito dei percorsi di istruzione e formazione professionale. Il provvedimento terrà conto della specificità di questo segmento del sistema educativo nazionale, che opera in stretta integrazione con il tessuto produttivo e le esigenze territoriali.

Secondo il ministro Valditara, sul canale IeFP l’amministrazione sta investendo in modo particolare, soprattutto grazie alla riforma del “4+2”, che ridisegna la durata e l’articolazione dei percorsi professionalizzanti con l’obiettivo di rafforzare l’occupabilità dei giovani e la qualità dell’offerta formativa nei settori tecnico-pratici.

Il piano straordinario per la formazione dei docenti

È in arrivo un piano straordinario di azioni formative destinato ai docenti di tutte le istituzioni scolastiche del Paese, che entrerà in vigore già dall’anno scolastico successivo. L’iniziativa, annunciata dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, si propone di preparare il corpo docente all’introduzione delle competenze non cognitive e trasversali nei percorsi di istruzione.

L’intervento formativo rappresenta una misura strutturale pensata per accompagnare l’implementazione della sperimentazione triennale. La scelta di estendere il piano a tutti gli istituti sottolinea l’approccio sistemico adottato dal Ministero, volto a garantire una preparazione omogenea sul territorio nazionale.

Secondo Valditara, l’investimento nello sviluppo professionale degli insegnanti è funzionale alla realizzazione di una formazione integrale della persona, dalla scuola dell’infanzia all’età adulta, in cui le competenze non cognitive e trasversali vengano riconosciute come componente costitutiva del percorso educativo di ciascuno studente.

Ti potrebbe interessare

Link copiato negli appunti