Dirigenti scolastici, valutazione riforma ma risultati uguali: 86% ottimi e solo 8 insufficienti

Dirigenti scolastici, valutazione riforma ma risultati uguali: 86% ottimi e solo 8 insufficienti

Il nuovo sistema di valutazione dei dirigenti scolastici elimina i collegamenti con le fasce di complessità, ma i dati 2024/25 mostrano una concentrazione massiccia sui punteggi alti.
Dirigenti scolastici, valutazione riforma ma risultati uguali: 86% ottimi e solo 8 insufficienti

Il mese di luglio 2026 ha segnato un doppio risultato economico per i dirigenti scolastici italiani. Il 23 luglio il Consiglio dei ministri ha approvato il Ccnl 2022-24, che garantisce incrementi medi di 500 euro e arretrati fino a 6mila euro. A ciò si aggiungono i risultati della valutazione per l’anno scolastico 2024/25, comunicati dal ministero dell’Istruzione e del Merito, da cui dipende l’attribuzione della retribuzione di risultato, pari a circa 6mila euro annui aggiuntivi.

Il sistema di valutazione è stato riformato eliminando il collegamento con le fasce di complessità degli istituti. La premialità è ora ancorata al raggiungimento di obiettivi centrali e regionali, con l’intento dichiarato di evitare distribuzioni “a pioggia”. Nonostante il cambio di impianto, i dati mostrano come la stragrande maggioranza dei presidi abbia superato la soglia minima di 30 punti su 100.

I risultati 2024/25: promossi, sufficienze e soli otto insufficienti

Nel corso di un incontro tra il ministero dell’Istruzione e del Merito e le organizzazioni sindacali, sono stati comunicati i dati complessivi della valutazione: su 7.099 dirigenti scolastici esaminati, 6.114 hanno ottenuto un giudizio di “ottimo”, pari all’86% del totale. Altri 883 capi d’istituto hanno conseguito un “buono”, mentre 94 si sono fermati al “sufficiente”. Solo otto dirigenti, cioè lo 0,11%, non hanno raggiunto la soglia minima di 30 punti su 100 e sono stati valutati come insufficienti.

Nonostante l’intento dichiarato di superare le premialità “a pioggia”, i risultati confermano una distribuzione fortemente concentrata sui punteggi alti. Il nuovo sistema ha tuttavia previsto specifiche tutele procedurali: 711 casi hanno attivato la procedura di contraddittorio, cui sono seguite 66 richieste di conciliazione davanti all’organismo di garanzia. Di queste, 38 hanno ottenuto un parere favorevole alla modifica del punteggio, recepito dai direttori degli Uffici scolastici regionali.

La piattaforma 2025/26: tempi e aggiornamenti

La piattaforma di valutazione per l’anno scolastico 2025/26 rimane accessibile per consentire all’amministrazione di aggiornare i dati in fase di verifica e ai dirigenti interessati di inserire eventuali elementi non rilevati automaticamente dal sistema. Le operazioni di integrazione e correzione potranno essere effettuate fino al 7 settembre, termine oltre il quale la piattaforma verrà chiusa.

L’intero procedimento di valutazione, comprensivo di tutte le verifiche e i riesami necessari, dovrà concludersi entro novembre 2026, quando i risultati definitivi saranno comunicati agli interessati.

Gli obiettivi 2026/27: priorità nazionali, pesi regionali e rilievi sindacali

Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha condiviso con le organizzazioni sindacali le prime indicazioni sugli obiettivi per la valutazione 2026/27. Gli obiettivi nazionali peseranno 70 punti su 100, mentre quelli regionali incideranno per 10 punti. Tra le novità figurano il contributo della scuola al successo formativo degli studenti, il rafforzamento della coerenza tra il rapporto di autovalutazione (Rav) e il Piano triennale dell’offerta formativa (Ptof), e la diversità della valutazione su scala regionale.

I sindacati hanno espresso perplessità. La Uil Scuola ha evidenziato che i nuovi obiettivi non tengono conto delle specificità dei Centri per l’istruzione degli adulti (Cpia). La Cisl Scuola ha contestato le notevoli differenze tra le regioni e l’assenza di valutazioni graduate percentualmente per obiettivi complessi.

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