I dati definitivi relativi alla maturità 2026 in Lombardia, pubblicati a fine luglio, fotografano un bilancio altamente positivo per la regione. Su un totale di 58.010 candidati ammessi all’esame di Stato, 57.748 hanno ottenuto il diploma, raggiungendo un tasso di successo complessivo del 99,5%.
Il risultato appare ancora più netto se si osservano i soli candidati interni: tra questi, infatti, la quota di chi non ha superato la prova si ferma a un minuscolo 0,27%, segno di una preparazione diffusa e di percorsi scolastici portati a termine con efficacia nella stragrande maggioranza dei casi.
I voti e le tendenze: prevalenza 61-80 e crescita dell’81-90
La distribuzione dei voti disegna un quadro articolato. La fascia più affollata rimane quella tra 61 e 70, dove si colloca il 32,5% dei neodiplomati, seguita da vicino dal gruppo che ha conseguito un punteggio tra 71 e 80, pari al 31,2% del totale. Insieme, queste due fasce concentrano quasi due terzi dei risultati.
Un dato significativo riguarda la crescita dei voti medio-alti: la fascia tra 81 e 90 è passata dal 15,9% dello scorso anno all’attuale 17,6%, evidenziando un miglioramento della performance complessiva degli studenti lombardi.
Di contro, le eccellenze registrano una flessione. I diplomati con 100 e lode si attestano all’1,0%, mentre chi ha ottenuto il massimo senza menzione scende al 2,9% rispetto al 4,25% precedente. Anche il voto minimo, il 60, è in calo: oggi rappresenta il 5,9% del totale, contro il 6,9% dell’anno scorso.
Questa doppia contrazione ai due estremi della scala suggerisce uno spostamento verso le fasce intermedie.
La geografia delle eccellenze: Cremona al 6,7%, Mantova 5,8%, Sondrio 5,0%
L’analisi territoriale delle eccellenze – intese come somma dei voti 100 e 100 e lode – restituisce una mappa della Lombardia caratterizzata da sensibili differenze tra le province. In testa si colloca Cremona, che registra un 6,7% di diplomati con il massimo dei voti, seguita da Mantova con il 5,8% e da Sondrio con il 5,0%.
Proseguendo nel continuum regionale, Lodi raggiunge il 4,7%, mentre Varese si attesta al 4,2%. Monza e Brianza si posiziona al 3,8%, appena sopra Brescia e Pavia, entrambe al 3,7%. Le province di Milano e Bergamo condividono il 3,6%, seguite da Como con il 3,5%. Chiude la classifica Lecco, che si ferma al 2,9%.
Questi dati evidenziano una distribuzione disomogenea delle eccellenze sul territorio, con le province più piccole che spesso superano i grandi centri urbani in termini percentuali.
I percorsi di studio a confronto: incidenza delle eccellenze per licei, tecnici e professionali
L’indirizzo scelto continua a influenzare significativamente la distribuzione dei voti massimi. Nei licei, che quest’anno hanno diplomato 29.841 studenti, la quota di eccellenze – intesa come somma di 100 e 100 e lode – raggiunge il 5,3%.
Negli istituti tecnici, con 190 diplomati, la percentuale scende al 2,8%, mentre nei professionali, che contano 717 diplomati, si ferma all’1,7%. La maggioranza degli studenti di tecnici e professionali si concentra nelle fasce intermedie, in particolare tra 61 e 70 e tra 71 e 80, dove la densità di voti risulta decisamente più elevata.
Le dichiarazioni ufficiali: la posizione dell’Ufficio scolastico regionale
Luciana Volta, Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, ha commentato i risultati affermando: “I dati di quest’anno confermano la solidità del sistema scolastico lombardo, con un tasso di successo che sfiora il 99,5% degli ammessi”.
La dirigente ha inoltre sottolineato l’impegno futuro a monitorare l’andamento nei diversi territori per sostenere le scuole e ridurre gradualmente i divari ancora presenti tra le varie realtà regionali.