Curiosi di conoscere le tradizioni popolari legate alle festa della Befana da Nord a Sud? L’arrivo della Befana è da sempre considerato il momento dolce – ma allo stesso tempo amaro – del periodo delle feste natalizie. Dolce perché, come ogni anno, si spera di trovare all’interno della calza tutte le prelibatezze possibili e immaginabili. Amaro, però, in quanto segna la fine delle vacanze ed il conseguente ritorno ai propri doveri. Così come tutte le feste, anche all’Epifania sono legate delle tradizioni popolari che fanno parte del folclore. Ecco le più conosciute.

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La festa della Befana nella tradizione popolare

In buona parte della Penisola “solitamente” ci si organizza per quest’ultima festività natalizia. Solitamente, in quanto quest’anno, causa lockdown, molti consueti appuntamenti salteranno. Vale la pena, però, ricordarli: ecco le tradizioni popolari della Befana delle maggiori città italiane.

  • In alcune zone della Toscana (tra queste la provincia di Grosseto), ma anche in Friuli e Trentino, la tradizione vuole che dei ragazzi si travestano da Befana e vadano in giro per le case. I “befani” (così sono noti), hanno il viso tinto di nero e chiedono dolci da donare ai bambini.
  • In Liguria la Befana di chiama Bazâra. La festa di Bazara viene ancora chiamata “Pasquetta”, termine con il quale si indica una generica festività.
  • A Ferrara, in forma più tradizionale, la Befana scende in piazza tra la gente a distribuire dolciumi ai bambini presenti. La giornata solitamente prosegue con degli spettacoli pronti ad appassionare grandi e piccini. Da segnalare è anche il tradizionale falò con il quale i ferraresi salutano le feste natalizie.
  • A Milano, invece, la Befana, che evidentemente è al passo coi tempi, sostituisce la sua tradizionale scopa con una bella motocicletta per prendere parte all’annuale motoraduno dei bikers milanesi.
  • Urbania. Si tratta della “città della Befana” per eccellenza. La dimora ufficiale della vecchina, difatti, è tutta italiana, e coincide con Urbania. In città la si può incontrare tutto l’anno all’interno del palazzo civico attiguo alla Torre campanaria. In particolare, il 4, 5 e 6 gennaio, in occasione della Festa Nazionale, la Befana accoglie i visitatori, mostra loro come si prepara il carbone e racconta storie della tradizione.
  • A Roma, generalmente, si svolge il consueto appuntamento del mercatino di Piazza Navona: già aperto dalla fine di novembre, continua fino al 6 gennaio. Qui, i visitatori hanno l’opportunità di comprare di tutto e di più. Immersi in una folla “oceanica” hanno modo di gustare anche tante prelibatezze gastronomiche e dolci natalizi.
  • Scendendo verso il sud, da conoscere è il rito Cucibocca di Montescaglioso (in provincia di Matera). Durante la notte tra il 5 ed il 6 gennaio, tali soggetti dal nome così inquietante girovagano tra i vicoli del paese incappucciati e con una catena spezzata ai piedi che, camminando, fa un rumore assordante. Portano con sé un grande ago da calzolaio e vanno minacciando i bimbi di utilizzarlo per cucire loro la bocca, se non degnamente accolti con cibo e vino.
  • In alcune zone della Calabria è comune ritenere che il giorno della Befana gli animali possano parlare. Ma, per fare in modo che ciò non avvenga (difatti, se ciò fosse possibile, probabilmente si lamenterebbero del padrone), la tradizione vuole che all’animale vengano offerte 13 portate di cibo.
  • In Sicilia, infine, l’Epifania è un momento di aggregazione familiare. In diverse piazze dell’isola non mancano mercatini e stand per la degustazione di prodotti tipici.

Quelle appena descritte sono solo una parte: la festa della Befana nella tradizione popolare è molto più ricca di consuetudini, nel nostro Paese così come all’Estero. Sarebbe molto più interessante potervi partecipare dal vivo. Chissà, magari quando la pandemia sarà rientrata… Intanto, buona Befana!

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