Il 10 giugno a Rimini è stata presentata ufficialmente la campagna di sensibilizzazione “Spegni il dispositivo”, promossa dalla Regione Emilia-Romagna per offrire un sostegno concreto ai genitori nell’affrontare l’esposizione precoce dei bambini agli schermi digitali.
L’iniziativa, annunciata dal presidente Michele de Pascale e dall’assessora Isabella Conti, mira a tutelare il benessere cognitivo ed emotivo fin dalla primissima infanzia, ponendo l’attenzione sull’equilibrio tra vita connessa e bisogni relazionali dei più piccoli.
La campagna costituisce una risposta istituzionale diretta all’emergenza educativa rappresentata dalla presenza pervasiva di smartphone, tablet e televisori nella quotidianità familiare. Come dichiarato dai rappresentanti regionali, si tratta di un intervento che richiede “tempestività e determinazione” per arginare un fenomeno che incide profondamente sui modi di crescere, relazionarsi e apprendere.
Il lancio ufficiale, previsto per l’autunno, sarà accompagnato da una strategia comunicativa multicanale.
I dati dell’Istituto superiore di sanità e l’urgenza educativa
Secondo i recenti dati dell’Istituto superiore di sanità, a livello nazionale il 14,6% dei bambini tra i 2 e i 5 mesi viene già esposto a tablet, televisori o smartphone. Questa pratica contrasta con le raccomandazioni mediche, che suggeriscono di evitare completamente l’esposizione digitale per i piccoli al di sotto dei due anni di età.
Analizzando il quadro regionale in Emilia-Romagna, le percentuali mostrano che l’11% dei neonati sotto i cinque mesi passa tempo davanti a uno schermo. Il dato compie un rapido balzo in avanti, raggiungendo il 39% nei bambini tra 11 e 15 mesi. L’aumento progressivo evidenzia come l’esposizione cresca rapidamente con l’età.
Di fronte a questi numeri, le istituzioni hanno chiarito l’ampiezza del fenomeno: non si tratta soltanto di adolescenti e social network, ma di un cambiamento profondo che incide sui modi di crescere, relazionarsi, dormire, apprendere e stare insieme. Il contrasto tra evidenze cliniche e pratiche diffuse rende necessario un intervento tempestivo e strutturato.
I percorsi territoriali: Domeniche Detox e Patti digitali
L’impegno della Regione Emilia-Romagna per un uso consapevole del digitale si è tradotto in azioni concrete sul territorio già nei mesi scorsi. Tra le iniziative più significative figurano le Domeniche Detox, realizzate in collaborazione con i Centri per le Famiglie.
Il progetto ha promosso 269 eventi rigorosamente offline distribuiti in tutta la regione, registrando un’adesione straordinaria con oltre 16 mila partecipanti tra piccoli comuni e capoluoghi.
Parallelamente, i Patti digitali di comunità hanno strutturato un ciclo di 9 appuntamenti dedicati alla comunità educante. I primi 7 incontri già completati hanno coinvolto direttamente 648 famiglie, offrendo uno spazio di confronto pratico su temi cruciali: la gestione dei social network, l’approccio ai videogiochi e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito domestico.
Questi percorsi rappresentano un’opportunità di alfabetizzazione digitale per gli adulti, fornendo strumenti concreti per accompagnare i figli nell’uso consapevole della tecnologia.
Il nuovo appello agli adulti e il collegamento con gli Stati generali
In autunno, la campagna si svilupperà attraverso spot radio, video e manifesti cartacei. Il concept narrativo punta su una scena quotidiana: una bambina che cerca il coinvolgimento dell’adulto in un gioco, definita come “la notifica più importante” a cui prestare ascolto.
Il messaggio scelto è esplicito: “Spegni il dispositivo. L’uso eccessivo del digitale espone te e i tuoi figli a rischi reali”.
L’iniziativa si inserisce nel contesto degli Stati generali dell’infanzia e dell’adolescenza, ospitati a Rimini fino al 12 giugno. La seconda edizione dell’evento concentra i dibattiti sul tema della natalità, esplorando l’efficienza dei servizi per l’infanzia, il lavoro femminile e le trasformazioni sociali in atto.