Il 19 dicembre 2025 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha lanciato ufficialmente la piattaforma del Fascicolo digitale destinata al personale scolastico. A distanza di meno di un mese, il 16 gennaio 2026, si è svolto un tavolo tecnico tra i vertici di Viale Trastevere e le organizzazioni sindacali, tra cui Cisl Scuola, per analizzare le performance del sistema e definire le strategie operative future.
I dati di utilizzo registrati nel primo mese attestano un traffico significativo: oltre novantamila accessi effettuati da una platea di circa trentamila utenti attivi. Nonostante la piattaforma sia ancora in fase di rodaggio, l’elevato volume di consultazioni ha fatto emergere criticità rilevanti riguardanti la completezza degli archivi.
Numerose segnalazioni evidenziano l’assenza di storici di servizio e di titoli culturali fondamentali per il personale, lacune che limitano l’effettiva utilità dello strumento.
Per rispondere a queste problematiche, il Ministero ha illustrato un cronoprogramma articolato che prevede l’integrazione massiccia dell’Intelligenza Artificiale entro la primavera 2026 per allineare le carriere e completare i database. L’obiettivo dichiarato è perfezionare il Fascicolo digitale senza gravare eccessivamente sul carico di lavoro delle segreterie scolastiche.
Le lacune informative, origine e impatto sulla ricostruzione delle carriere
Durante il confronto tecnico del 16 gennaio, i rappresentanti del MIM hanno fornito spiegazioni precise sulla frammentarietà dei dati presenti nel Fascicolo digitale. Le mancanze riscontrate da molti dipendenti non derivano da malfunzionamenti della piattaforma, bensì da un’eredità dei sistemi precedenti: le informazioni assenti non erano state originariamente registrate nei fascicoli cartacei o nei gestionali in uso presso le segreterie scolastiche al momento della migrazione digitale.
Si tratta di un vuoto informativo di natura strutturale che richiede un intervento mirato di recupero e allineamento tra diverse banche dati ministeriali. Il personale che accede al portale non visualizza storici di servizio completi né tutti i titoli conseguiti, impedendo una ricostruzione accurata delle carriere.
Per sanare questa disomogeneità senza gravare sul carico di lavoro amministrativo, il Ministero ha strutturato un cronoprogramma operativo scandito in fasi successive e integrate.
La roadmap di marzo 2026, IA e costruzione dell’anagrafe titoli
Entro marzo 2026 il Ministero dell’Istruzione e del Merito punta a realizzare l’Anagrafe Titoli, struttura portante del Fascicolo digitale. Il piano presentato ai sindacati si articola in quattro azioni complementari, progettate per integrare automatismi tecnologici e fonti certificate.
La standardizzazione via Intelligenza Artificiale rappresenta il primo tassello operativo: algoritmi dedicati analizzeranno e riordineranno i titoli già dichiarati dal personale nelle procedure concorsuali precedenti al 2020, nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze e nelle domande di mobilità. L’obiettivo è normalizzare informazioni raccolte in formati disomogenei, rendendole coerenti e interrogabili in modo uniforme.
Secondo pilastro è l’interoperabilità con il Ministero dell’Università e della Ricerca, che consentirà al sistema di acquisire direttamente i titoli accademici certificati dalle banche dati universitarie ANIS e ANIST. Questa connessione eliminerà ridondanze e garantirà l’autenticità dei dati, senza richiedere nuove dichiarazioni da parte dei dipendenti.
Terzo intervento, l’incrocio automatico dei contratti: il Fascicolo confronterà i servizi prestati con gli archivi contrattuali esistenti, inserendo in modo autonomo le prestazioni validate. Questo passaggio consentirà di ricostruire storici di servizio oggi frammentati o assenti.
Infine, una finestra temporale sarà dedicata all’integrazione manuale di certificazioni e servizi pregressi che, non essendo stati registrati nei sistemi legacy, richiedono un caricamento diretto. Questo meccanismo permetterà al personale di colmare lacune non risolvibili con procedure automatizzate, contribuendo attivamente al completamento della propria posizione giuridica.
Il passaggio di giugno 2026, interattività per gli utenti e validazione delle segreterie
A partire da giugno 2026, il Fascicolo digitale evolverà verso un modello partecipativo. Il personale scolastico potrà inoltrare richieste di rettifica puntuale per correggere dati errati o integrare informazioni mancanti, monitorando in tempo reale l’avanzamento delle modifiche attraverso la piattaforma.
Le integrazioni proposte avranno valore di autodichiarazione ai sensi di legge, ma non produrranno effetti immediati. Ogni variazione richiederà un passaggio formale di verifica e validazione da parte delle segreterie scolastiche di competenza, che dovranno confermare l’accuratezza delle informazioni prima del consolidamento definitivo nel fascicolo. Questo doppio livello di controllo garantisce l’affidabilità del sistema, bilanciando maggiore autonomia per gli utenti e supervisione istituzionale sulla qualità dei dati.