Intelligenza artificiale a scuola, 100 milioni per la formazione dei docenti: le novità del decreto

Intelligenza artificiale a scuola, 100 milioni per la formazione dei docenti: le novità del decreto

Il decreto dell'11 novembre 2025 stanzia 100 milioni per la formazione di 650mila docenti e personale scolastico su intelligenza artificiale.
Intelligenza artificiale a scuola, 100 milioni per la formazione dei docenti: le novità del decreto

Il decreto ministeriale dell’11 novembre 2025 si inserisce nella linea di investimento 2.1 del PNRR dedicata alla didattica digitale integrata e alla formazione del personale scolastico. Il provvedimento dà attuazione concreta alle Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle scuole, adottate con decreto n. 166 del 9 agosto 2025, che definiscono un approccio antropocentrico alla tecnologia.

Il quadro normativo si fonda sul Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) e sulla legge nazionale 23 settembre 2025, n. 132, che stabiliscono regole armonizzate per un’IA sicura e affidabile. L’integrazione dell’intelligenza artificiale nel sistema scolastico italiano diventa così una realtà giuridicamente definita, non più un semplice obiettivo programmatico.

Le Linee guida perseguono obiettivi precisi: garantire la conformità alla normativa sulla protezione dei dati, promuovere un uso uniforme degli strumenti tecnologici e sviluppare la consapevolezza dei rischi connessi all’IA. L’intento dichiarato è orientare il personale scolastico verso un paradigma in cui l’innovazione sia sempre al servizio del successo formativo e della tutela dei diritti fondamentali.

Gli investimenti e le finalità pedagogiche

Lo stanziamento complessivo della linea 2.1 del PNRR ammonta a 800 milioni di euro. Di questi, i 100 milioni destinati agli snodi formativi sull’intelligenza artificiale rappresentano l’investimento specifico per tradurre le linee guida in prassi concreta. L’obiettivo è migliorare i processi formativi e organizzativi attraverso strumenti che consentano percorsi di apprendimento personalizzati.

La formazione coinvolgerà circa 650.000 persone tra docenti e personale scolastico, distribuite in oltre 8.000 istituzioni educative. L’intelligenza artificiale permette di superare i modelli didattici standardizzati, adattando i contenuti alle esigenze specifiche di ogni studente e promuovendo un’istruzione inclusiva.

Le risorse finanzieranno workshop formativi e attività di ricerca-azione. Questo approccio pratico sostituisce la trasmissione frontale con metodologie attive, dove il personale sperimenta direttamente le applicazioni didattiche dell’intelligenza artificiale.

L’obiettivo è costruire competenze tecniche e al contempo sviluppare consapevolezza critica sui limiti e le opportunità degli strumenti digitali.

Gli snodi formativi e la ricerca-azione

Le scuole si trasformano in nodi di formazione continua, ospitando workshop di approfondimento e laboratori dove docenti e personale utilizzano direttamente dispositivi e applicazioni di intelligenza artificiale. L’approccio non è teorico: i partecipanti sperimentano sul campo strumenti tecnologici, verificandone l’efficacia nei contesti reali di apprendimento.

Un elemento distintivo riguarda il coinvolgimento attivo degli studenti nei processi formativi. La scuola diventa laboratorio di cittadinanza digitale, dove chi apprende partecipa alla costruzione di competenze critiche insieme ai propri docenti.

Questa metodologia esperienziale permette di testare le soluzioni direttamente nell’ambiente educativo, garantendo che l’innovazione sia sempre orientata all’uso consapevole e responsabile delle tecnologie emergenti.

L’equità territoriale e la governance

Il decreto 11 novembre 2025 riserva una quota del 40%, pari a 40 milioni di euro, alle scuole delle regioni del Mezzogiorno, in linea con gli obiettivi del PNRR e dell’Agenda Sud. Questa misura mira a ridurre il divario digitale e a garantire che l’introduzione dell’intelligenza artificiale non amplifichi le disuguaglianze territoriali, trasformandosi invece in un volano di sviluppo per i territori più fragili.

L’attuazione è affidata all’Unità di missione per il PNRR del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che coordina le candidature a sportello delle istituzioni scolastiche. La piattaforma Scuola futura sarà potenziata con nuove funzioni basate sull’intelligenza artificiale per facilitare la formazione, il monitoraggio e il coordinamento nazionale degli interventi.

I controlli formale, amministrativo e contabile sono affidati ai revisori dei conti delle scuole attraverso piattaforme digitali dedicate, assicurando il rispetto delle condizionalità previste dall’Unione Europea e la massima trasparenza nella gestione delle risorse.

La prospettiva educativa: verso un umanesimo tecnologico

L’introduzione dell’intelligenza artificiale nella scuola italiana risponde a una sfida culturale che va oltre la semplice adozione tecnologica. Il decreto e le linee guida promuovono un approccio in cui l’IA potenzia l’intelligenza umana senza sostituirla, garantendo sicurezza, eticità e responsabilità.

La metafora della biblioteca digitale illustra bene il concetto: non basta dotare le scuole di strumenti avanzati, occorre formare docenti e personale affinché diventino mediatori consapevoli e preparare gli studenti a trasformare i dati in conoscenza critica. L’investimento mira a costruire competenze che permettano ai giovani di utilizzare l’IA in modo consapevole, tutelando diritti fondamentali e promuovendo una cittadinanza digitale attiva e responsabile.

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