Invalsi 2026, dispersione in calo e Sud in recupero: la primaria frena in matematica

Invalsi 2026, dispersione in calo e Sud in recupero: la primaria frena in matematica

Il rapporto Invalsi 2026 presentato alla Camera mostra un miglioramento generale con calo della dispersione scolastica al 7,3% e progressi al Sud, ma emerge una flessione nella matematica della primaria.
Invalsi 2026, dispersione in calo e Sud in recupero: la primaria frena in matematica

Il 16 luglio 2026 è stato presentato alla Camera dei Deputati il Rapporto Invalsi 2026, alla presenza del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il documento offre una fotografia del livello delle competenze della scuola italiana in una fase di profondo cambiamento strutturale della popolazione studentesca, determinato dalle trasformazioni demografiche, sociali e culturali in atto nel Paese.

I risultati evidenziano un quadro di miglioramento generale, con progressi significativi sul fronte della dispersione scolastica e delle eccellenze. Allo stesso tempo, il rapporto riconosce le difficoltà ancora presenti e le sfide che attendono il sistema educativo nel garantire a tutti gli studenti opportunità di apprendimento eque ed efficaci.

La partecipazione alle rilevazioni e l’estensione al digitale

Le rilevazioni Invalsi 2026 hanno coinvolto un campione molto ampio di studenti su tutto il territorio nazionale. Nel dettaglio, hanno partecipato 803mila alunni della scuola primaria (classi seconde e quinte), 520mila studenti della secondaria di primo grado (classe terza), 593mila della classe seconda di secondaria di secondo grado e 511mila dell’ultimo anno delle superiori.

I tassi di partecipazione hanno superato il 90% in tutti i gradi scolastici, raggiungendo il picco del 99,7% nella secondaria di primo grado. Quest’anno le prove hanno incluso, oltre a italiano, matematica e inglese, anche le competenze digitali, sondandole sull’intera popolazione studentesca e non più solo su classi campione.

La primaria e la flessione in matematica

Gli esiti della scuola primaria mostrano una sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente, secondo quanto illustrato dal presidente dell’Invalsi Roberto Ricci. Emerge tuttavia un elemento critico: si registra un calo di circa tre punti percentuali nella quota di bambini e bambine che raggiungono almeno il livello base in matematica.

Questo dato evidenzia una fragilità specifica nell’acquisizione delle competenze matematiche di base, che richiede attenzione da parte del sistema educativo. La flessione, benché contenuta, rappresenta un segnale da monitorare con cura, considerando l’importanza delle fondamenta matematiche per i successivi percorsi di apprendimento.

Le secondarie e i progressi in matematica

Nella secondaria di secondo grado si osserva un miglioramento rispetto al 2025, con un leggero aumento della quota di studenti che raggiunge il livello base in matematica. All’ultimo anno, il dato sulla quota di ragazzi che consegue livelli di adeguatezza sale dal 52% del 2025 al 54% del 2026.

Si tratta di un progresso distribuito in tutte le macro-aree del Paese, segnale di un miglioramento diffuso e strutturale che interessa l’intero sistema scolastico. Questo incremento, seppur contenuto, assume rilevanza soprattutto nella fase conclusiva del percorso formativo, quando le competenze matematiche diventano fondamentali per l’accesso all’università o al mondo del lavoro.

Il Mezzogiorno in recupero

Le aree del Mezzogiorno mostrano segnali incoraggianti nel rapporto 2026, con un recupero significativo rispetto all’anno precedente. Il Sud registra un incremento dei livelli di adeguatezza dal 40% del 2025 al 45% del 2026, mentre Sud e Isole passano dal 38% al 41% nello stesso periodo.

Questi dati documentano una riduzione dei divari territoriali storicamente presenti nel sistema educativo italiano, evidenziando la capacità di trattenere nei percorsi formativi un numero crescente di studenti anche nelle aree tradizionalmente più fragili.

La dispersione scolastica in calo e le eccellenze in aumento

Il rapporto Invalsi 2026 documenta un miglioramento significativo sul fronte della dispersione scolastica. La stima per il 2026 indica un valore del 7,3%, in riduzione di oltre un punto percentuale rispetto all’8,2% registrato nel 2025. Questo risultato dimostra la capacità del sistema di trattenere nei percorsi formativi un numero crescente di studenti, compresi quelli con condizioni di partenza più fragili.

Anche la dispersione implicita, che riguarda chi completa il percorso senza raggiungere livelli adeguati negli apprendimenti di base, mostra un calo rilevante: si passa dall’8,7% del 2025 al 6,3% del 2026. Parallelamente, cresce la quota di allievi eccellenti, che raggiunge il 13,1% rispetto al 12,3% dell’anno precedente. Questi dati testimoniano una maggiore capacità del sistema educativo di sostenere gli studenti in difficoltà e valorizzare le potenzialità individuali.

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