La Camera ha approvato in via definitiva la legge di bilancio 2026 con 216 voti favorevoli e 126 contrari, confermando tutte le misure già anticipate durante l’iter parlamentare. La manovra introduce disposizioni che interessano direttamente studenti, famiglie, personale scolastico e istituzioni educative, puntando su tre direttrici principali: razionalizzazione della spesa pubblica, sostegno concreto al diritto allo studio e semplificazione dei processi amministrativi.
Tra le novità più rilevanti figurano il bonus libri per le scuole superiori, i voucher per le paritarie, l’incremento delle borse di studio universitarie e nuove regole per le supplenze brevi e gli organici scolastici.
Le misure per il diritto allo studio: bonus libri e borse di studio
La manovra 2026 introduce un contributo comunale per l’acquisto dei libri di testo rivolto agli studenti della scuola secondaria di secondo grado. Il beneficio è destinato ai nuclei familiari con indicatore ISEE non superiore a 30.000 euro e si affianca agli strumenti di sostegno già attivi, contribuendo a ridurre il peso economico delle spese scolastiche per le famiglie con redditi medio-bassi.
Parallelamente, viene confermato un incremento strutturale di 250 milioni di euro annui, a partire dal 2026, al fondo statale per le borse di studio universitarie previsto dall’articolo 18 del decreto legislativo 68/2012. L’aumento mira a garantire pari opportunità nell’accesso all’istruzione superiore, sostenendo in particolare gli studenti capaci e meritevoli privi di mezzi economici adeguati.
L’obiettivo dichiarato è rimuovere le barriere che ancora oggi limitano la prosecuzione dei studi fino ai livelli più alti del sistema universitario.
I voucher e il regime fiscale per le scuole paritarie
La legge di bilancio introduce il primo voucher statale rivolto alle famiglie che scelgono l’istruzione paritaria. Lo stanziamento è di 20 milioni di euro e prevede un contributo massimo di 1.500 euro per studente, riservato ai nuclei con ISEE fino a 30.000 euro. La misura copre gli alunni della secondaria di primo grado e del primo biennio delle superiori.
Il decreto attuativo del Ministero dell’Istruzione e del Merito, d’intesa con il MEF, definirà le modalità operative e coordinerà l’intervento con eventuali contributi regionali.
Sul fronte fiscale, la manovra chiarisce in modo definitivo l’esenzione IMU per le scuole paritarie. L’imposta non si applica quando la retta media resta al di sotto del Costo Medio per Studente fissato annualmente dal Ministero. La norma, contenuta nell’articolo 134-bis, risolve il contenzioso tributario che negli anni ha coinvolto numerosi istituti.
Il riconoscimento conferma la funzione pubblica delle paritarie, sancita dalla legge 62 del 2000, e riduce i rischi di chiusura legati a procedimenti fiscali.
Lo stop alle supplenze brevi e la gestione degli organici
La manovra interviene in modo significativo sulla gestione delle supplenze e sulla pianificazione degli organici scolastici. Nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, le assenze fino a dieci giorni dovranno essere coperte utilizzando il personale interno all’istituto, salvo specifiche esigenze didattiche che richiedano competenze non disponibili.
L’obiettivo è contenere la spesa per contratti esterni di breve durata e ottimizzare le risorse già presenti negli organici dell’autonomia.
Per i posti di sostegno, le scuole dell’infanzia e primaria resta invece la discrezionalità del dirigente scolastico: in base alle necessità degli alunni, è possibile scegliere se ricorrere al personale interno oppure nominare un supplente esterno fin dal primo giorno di assenza, garantendo così continuità educativa soprattutto per gli studenti con disabilità.
Sul fronte organizzativo, la legge modifica il sistema di determinazione degli organici, che passa da triennale ad annuale sia per l’organico dell’autonomia sia per il personale ATA. Viene inoltre introdotto un tetto al numero complessivo di classi della secondaria, fissato al livello raggiunto nell’anno scolastico 2023/2024, con l’intento di rendere più prevedibile la programmazione.
Sono previste semplificazioni amministrative quando le riduzioni riguardano esclusivamente i posti di potenziamento, evitando passaggi burocratici superflui e accelerando l’avvio dell’anno scolastico.
L’inclusione e i LEP per l’assistenza agli alunni con disabilità
La legge di bilancio 2026 introduce i Livelli Essenziali delle Prestazioni per garantire assistenza all’autonomia e comunicazione degli studenti con disabilità su tutto il territorio nazionale. Il numero di ore sarà definito dal Piano Educativo Individualizzato di ogni alunno, assicurando personale qualificato e standard uniformi.
Il finanziamento arriverà da fondi statali e locali attraverso risorse del Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità, dal Fondo equità e da stanziamenti regionali e comunali. Per monitorare il fabbisogno reale sarà attivato entro il 2027 un registro nazionale, senza gravare le scuole di ulteriori adempimenti burocratici.
Nel biennio 2026-2027 è prevista una fase transitoria: tutti gli enti locali dovranno assicurare un livello minimo di assistenza proporzionale ai fondi ricevuti, garantendo continuità del servizio mentre si completa il passaggio al nuovo sistema.
La Carta Valore 2027 e gli interventi per famiglie e personale
Dal 2027 i neodiplomati under 19 riceveranno automaticamente la Carta Valore, un credito culturale spendibile per teatro, cinema, concerti, libri, musica, musei e corsi di formazione. La misura punta a favorire l’accesso alla cultura dopo il diploma.
I congedi parentali si estendono fino ai 14 anni del figlio, mentre i giorni di permesso per malattia dei figli salgono da 5 a 10. Aumentano però i controlli: le scuole dovranno trasmettere mensilmente all’INPS anche i dati del soggetto assistito nei permessi 104, rendendo più stringente la verifica dei requisiti sanitari.
Nel 2026 i compensi accessori dei dipendenti pubblici non dirigenti beneficeranno di detassazione al 15% fino a 800 euro annui, mentre dal 2027 il TFS/TFR sarà liquidato in 9 mesi anziché 12. Infine, le classi con almeno il 20% di studenti neoarrivati o con livello linguistico inferiore ad A2 potranno disporre di docenti L2 dedicati.