Le nuove indicazioni nazionali per i licei, elaborate dalla Commissione istituita dal ministro Giuseppe Valditara, hanno innescato un ampio dibattito nell’ambito accademico per l’esclusione di Karl Marx dai programmi di filosofia. La contestazione non riguarda soltanto il pensatore tedesco, ma più in generale l’omissione di figure centrali della tradizione razionalista e materialista, ritenute indispensabili per comprendere criticamente il Novecento e la contemporaneità.
I promotori della petizione definiscono “temeraria” questa scelta, sottolineando come la rimozione di autori classici impoverisca il percorso formativo degli studenti liceali. Le polemiche si sono manifestate in tempi recenti, parallelamente alla pubblicazione delle linee guida ministeriali, mettendo in luce una frattura tra l’impostazione proposta dalla Commissione e la posizione di chi ne chiede la revisione.
Il contrasto verte sulla selezione dei contenuti filosofici e sul loro peso nella lettura del mondo attuale.
La petizione dei docenti di Bologna: obiettivi e critiche
Alcuni docenti dell’Università di Bologna hanno avviato una petizione per sollecitare un confronto pubblico sulle linee guida elaborate dalla Commissione istituita dal ministro Giuseppe Valditara. L’iniziativa mira a promuovere una discussione collettiva sui nuovi programmi di filosofia, ritenuti inadeguati per la formazione liceale.
I promotori definiscono “temeraria” l’esclusione di pensatori classici della tradizione razionalista e materialista. Secondo gli accademici, tali autori rappresentano riferimenti imprescindibili per comprendere criticamente il XX secolo e affrontare le sfide del mondo contemporaneo.
L’assenza di queste figure dal curricolo liceale comprometterebbe la capacità degli studenti di analizzare con rigore storico e concettuale le dinamiche culturali, politiche ed economiche che hanno plasmato l’epoca moderna.
La petizione sottolinea come la scelta ministeriale contrasti con il valore formativo riconosciuto a livello accademico a questi filosofi, chiedendo un ripensamento che restituisca centralità al dibattito critico nell’insegnamento della filosofia.
La rilettura di Paolino Mongiardo e la centralità filosofica di Marx
Nel pieno della polemica sull’esclusione di Marx, è emerso il saggio postumo del filosofo calabrese Paolino Mongiardo (1933–2024), che propone una rivalutazione radicale del pensatore tedesco come filosofo integrale, superando le letture ideologiche del Novecento.
L’analisi di Mongiardo si articola su tre assi fondamentali. Il primo riguarda l’individuo nella socialità reale: secondo il saggista, Marx non subordina la persona a un’Idea dialettica assoluta della storia, ma la ancora nelle dinamiche concrete della comunità.
“Un individuo che è ben ancorato nella socialità della vita reale, nelle dinamiche della comunità e non è, né guidato da una idea che lo riduce ad uno strumento della dialettica della storia”, sottolinea Ferdinando Rotolo nella prefazione.
Il secondo asse valorizza Marx non come semplice sociologo o economista, ma come autentico filosofo capace di indagare la realtà materiale attraverso una dottrina speculativa. “Marx non fu solo un sociologo o un economista, ma un vero e proprio filosofo integrale”, evidenzia Rotolo, riportando la tesi centrale di Mongiardo.
Il terzo punto respinge l’accusa di aver ignorato le classi intermedie: nel pensiero marxiano, i ceti medi e il sottoproletariato assumono una funzione precisa nella struttura sociale. Mongiardo rivendica “l’individuo come soggetto psico-fisico intero e concreto”, dimostrando come Marx teorizzasse una filosofia volta a trasformare la realtà, non solo a descriverla.
Questa lettura, maturata negli anni Sessanta sotto la guida di Ugo Spirito alla Sapienza di Roma, restituisce dignità al pensiero marxiano e offre argomenti culturali rilevanti per il dibattito scolastico attuale.
Le ricadute sul dibattito scolastico e didattico
La petizione lanciata dai docenti di Bologna e la rilettura filosofica proposta da Mongiardo convergono nel sostenere la necessità di un curricolo liceale che permetta uno studio critico del Novecento e delle dinamiche contemporanee. Gli argomenti presentati dai promotori – che definiscono «fondamentali» i pensatori della tradizione razionalista e materialista per comprendere il XX secolo – costituiscono la base per chiedere un riesame delle esclusioni operate dalle nuove indicazioni nazionali.
Il confronto tra le linee guida ministeriali e le istanze accademiche mette in luce una divergenza sostanziale sulla definizione del canone filosofico essenziale per la formazione degli studenti liceali, aprendo uno spazio di discussione sulle scelte curriculari e sui loro effetti a lungo termine sull’educazione critica dei giovani.