Maturità 2026, prove equipollenti o differenziate: cosa cambia con la legge 104 e il PEI

Maturità 2026, prove equipollenti o differenziate: cosa cambia con la legge 104 e il PEI

Per gli studenti con disabilità certificata, l'esame di maturità 2026 si costruisce sul PEI. Due percorsi distinti: prove equipollenti per il diploma, prove differenziate per l'attestato.
Maturità 2026, prove equipollenti o differenziate: cosa cambia con la legge 104 e il PEI

Per gli studenti con disabilità certificata, l’esame di maturità 2026 si costruisce interamente sul PEI (Piano Educativo Individualizzato), il documento che definisce obiettivi didattici, metodologie e modalità di valutazione durante l’intero percorso scolastico. Il PEI non è un adempimento formale: rappresenta la mappa che orienta sia la didattica dell’anno sia le prove d’esame.

La cornice normativa di riferimento comprende la legge 104/1992 sull’integrazione scolastica, il D.Lgs. 62/2017 (articolo 20) per le regole specifiche dell’esame di Stato, il D.I. 182/2020 aggiornato dal D.I. 153/2023 sui modelli di PEI e valutazione, il D.M. 13/2026 e l’ordinanza ministeriale annuale che fissano le regole operative.

Nel corso del triennio, il PEI può seguire due impostazioni distinte: obiettivi didattici riconducibili ai programmi ministeriali (anche se minimi o semplificati) oppure obiettivi differenziati, focalizzati su autonomia personale, competenze sociali e comunicative.

Entro metà maggio il Consiglio di classe decide ufficialmente quale tipo di prove predisporre per l’esame (equipollenti o differenziate), in coerenza con il percorso seguito. La decisione viene formalizzata nel documento del 15 maggio, che diventa il riferimento fondamentale per la commissione esterna nell’organizzare le prove e valutare lo studente.

Le prove equipollenti: criteri, strumenti e valore del diploma

Le prove equipollenti si rivolgono agli studenti che hanno seguito obiettivi riconducibili ai programmi ministeriali, anche se minimi o adattati. L’obiettivo formativo resta identico a quello della classe, ma il percorso per raggiungerlo può essere personalizzato.

In pratica, i contenuti possono essere ridotti o semplificati, purché rimangano coerenti con gli obiettivi minimi delle discipline. Il formato delle tracce può cambiare: domande strutturate al posto di elaborati lunghi, schemi guidati o testi con supporti visivi.

Gli strumenti previsti nel PEI e utilizzabili in sede d’esame includono:

  • tecnologie come computer, sintesi vocale e software specifici
  • testi adattati in Braille, caratteri ingranditi o formati audio
  • tempo aggiuntivo per completare le prove
  • mappe concettuali o schemi

Il docente di sostegno o l’assistente alla comunicazione intervengono come facilitatori, senza fornire risposte dirette.

La commissione riceve dal Consiglio di classe tutta la documentazione relativa al PEI e alle modalità didattiche usate durante l’anno. Le griglie di valutazione ufficiali vengono adattate al caso specifico, attribuendo maggior peso agli aspetti non limitati dalla disabilità, come l’analisi dei contenuti rispetto alla correttezza formale.

È possibile estendere i tempi e, in situazioni particolari, distribuire le prove su più giorni.

Se le prove sono equipollenti e l’esito è positivo, lo studente consegue il diploma di maturità con pieno valore legale. Sul diploma e sui tabelloni non compare alcun riferimento alle prove equipollenti: il percorso viene riconosciuto alla pari di quello degli altri candidati.

Le prove differenziate: obiettivi personalizzati e attestato di credito

Le prove differenziate si rivolgono agli studenti che hanno seguito un PEI non riconducibile ai programmi ministeriali. L’esame non mira al diploma accademico, ma alla certificazione delle competenze effettivamente sviluppate durante il percorso scolastico.

La valutazione si basa esclusivamente sugli obiettivi indicati nel PEI e misura i progressi personali dello studente rispetto alla sua situazione di partenza, senza confronto con gli standard della classe. I contenuti vengono scelti dal Consiglio di classe in funzione delle capacità comunicative, cognitive e relazionali individuali.

Sono previsti tutti gli strumenti necessari: tecnologie assistive, materiali semplificati o altamente personalizzati, presenza costante del docente di sostegno o di altre figure educative che mediano la prova.

L’esito del percorso è un attestato di credito formativo che riporta indirizzo di studi, durata, discipline seguite, ore dedicate alle attività e valutazioni ottenute. Questo documento permette l’accesso a percorsi di formazione professionale e a contesti lavorativi protetti, ma non consente l’iscrizione all’università né la partecipazione a concorsi pubblici che richiedono il diploma.

Per ragioni di privacy, il riferimento alle prove non equipollenti compare esclusivamente sull’attestato, non sui tabelloni dell’istituto né nelle sezioni del registro elettronico visibili agli altri studenti.

La commissione, l’orale e le Invalsi dopo la riforma 2026

Con la riforma Valditara, la commissione della maturità 2026 è composta da 4 commissari: 2 interni e 2 esterni. Il presidente nomina il docente di sostegno e, se previsto dal documento del 15 maggio, l’educatore o altre figure di assistenza.

Queste figure partecipano ai lavori della commissione ma non votano, a meno che non abbiano ricevuto una nomina formale come commissari a tutti gli effetti.

Il colloquio orale si svolge su 4 discipline individuate dal Ministero. Per gli studenti con PEI collegato ai programmi ministeriali, le materie restano le stesse ma con modalità coerenti con il piano educativo. Per chi segue un percorso differenziato, le 4 discipline si trasformano in aree di competenza o nuclei tematici del PEI, come autonomia personale, competenze sociali e comunicazione.

La commissione prepara i materiali di avvio del colloquio in linea con il PEI e lo studente può utilizzare ausili tecnologici, l’assistente alla comunicazione e strumenti già usati durante l’anno, come schemi e mappe.

Le prove Invalsi richiedono la partecipazione dello studente, con misure compensative come tempo aggiuntivo o possibili dispense da alcune parti della prova. Il Consiglio di classe può decidere l’esonero totale dalle Invalsi per studenti con PEI differenziato.

Il credito scolastico del terzultimo e del penultimo anno viene attribuito sulla base dei voti riferiti al PEI, mentre per l’ultimo anno si applicano le regole generali della maturità.

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