Metal detector a scuola, la FLC CGIL dice no: servono più insegnanti e supporto psicologico

Metal detector a scuola, la FLC CGIL dice no: servono più insegnanti e supporto psicologico

La FLC CGIL si oppone all'installazione di metal detector nelle scuole. Il sindacato rivendica investimenti strutturali, incremento degli organici e supporto psicologico per gli studenti.
Metal detector a scuola, la FLC CGIL dice no: servono più insegnanti e supporto psicologico

All’indomani dei fatti di cronaca verificatisi a La Spezia, la FLC CGIL ha espresso una netta opposizione all’ipotesi di installare metal detector negli istituti scolastici. La segretaria generale Gianna Fracassi ha contestato apertamente quella che definisce la “logica del controllo”, sottolineando come tale approccio non rappresenti una risposta adeguata alle problematiche della scuola italiana.

Il sindacato rivendica invece la necessità di investimenti strutturali mirati e un incremento significativo degli organici, considerati strumenti essenziali per garantire l’effettiva funzione educativa delle istituzioni scolastiche e promuovere un ambiente realmente sicuro attraverso la prevenzione e l’inclusione.

Le criticità dei metal detector negli istituti

Il sindacato considera inaccettabile etichettare singoli istituti come “a rischio” o alimentare narrazioni basate sulla paura e sulla stigmatizzazione. Secondo la FLC CGIL, la sicurezza non può passare attraverso logiche repressive o forme di controllo che rischiano di discriminare su base etnica, ma deve fondarsi sull’ascolto attivo degli studenti e sulla prevenzione del disagio giovanile.

Trasformare le scuole in presidi di polizia tradisce il mandato costituzionale dell’istruzione pubblica, che deve restare luogo di inclusione ed emancipazione. L’approccio basato sulla sorveglianza contraddice la funzione educativa e rischia di compromettere il clima relazionale necessario all’apprendimento, sostituendo il dialogo con misure coercitive che non affrontano le cause profonde del disagio.

I tagli a organici e risorse: effetti dichiarati

La FLC CGIL denuncia un definanziamento costante che colpisce docenti e personale ATA, compromettendo il funzionamento ordinario degli istituti. La Legge di Bilancio 2025 conferma la riduzione di oltre 2.000 collaboratori scolastici a partire dal 2026, aggravando carichi di lavoro già insostenibili per gli operatori rimasti in servizio.

Il sindacato segnala l’assenza di un piano concreto di stabilizzazione dei precari, lasciando migliaia di lavoratori privi di tutele contrattuali. Questa carenza di risorse umane costringe il personale a un “eroismo quotidiano” che non riceve adeguato riconoscimento né sostegno istituzionale, minando la capacità delle scuole di garantire sicurezza attraverso presidio educativo e relazioni efficaci.

Le misure alternative proposte dalla FLC CGIL

In luogo dei metal detector, il sindacato avanza una serie di interventi strutturali volti a prevenire il disagio e migliorare il benessere degli studenti. Al centro della proposta figura l’inserimento curricolare dell’educazione sessuo-affettiva, strumento ritenuto fondamentale per affrontare le fragilità relazionali ed emotive dei giovani.

La FLC CGIL sollecita inoltre il rafforzamento delle sinergie tra scuole e servizi sociali e sanitari territoriali, per costruire una rete capace di intercettare e gestire situazioni di vulnerabilità prima che degenerino. Tra le richieste concrete si segnalano un piano straordinario di assunzioni, il potenziamento del supporto psicologico strutturato all’interno degli istituti e la creazione di una rete integrata che colleghi le scuole alle agenzie pubbliche competenti.

L’obiettivo dichiarato è affrontare la complessità del presente attraverso interventi educativi mirati, non repressivi, capaci di agire sulle cause profonde del disagio giovanile anziché limitarsi al controllo dei sintomi.

La trattativa sul CCNL 2022-2024 e il nodo inflazione

La mobilitazione della FLC CGIL si estende anche al fronte economico: il sindacato ha scelto di non firmare il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per il comparto scuola relativo al biennio 2022-2024. Gli incrementi salariali proposti dal governo vengono giudicati largamente insufficienti a compensare l’erosione del potere d’acquisto causata dall’inflazione, stimata al 17% nel periodo di riferimento.

Accettare tali condizioni equivarrebbe, per il personale docente e ATA, ad avallare una riduzione sostanziale delle retribuzioni reali. La questione salariale si lega strettamente al tema della sicurezza educativa: condizioni economiche inadeguate demotivano il personale, compromettono l’attrattività della professione e indeboliscono la capacità delle scuole di garantire continuità e qualità del servizio.

Le ricadute per studenti e comunità scolastica

Il dibattito sui metal detector tocca direttamente il clima nelle aule e l’accesso ai servizi di supporto. Secondo la FLC CGIL, la sicurezza educativa nasce da relazioni solide e da personale presente, non da dispositivi di controllo. La riduzione degli organici limita l’ascolto degli studenti e il tempestivo intervento su segnali di disagio.

Un ambiente scolastico impoverito di risorse umane incide sul benessere, sull’apprendimento e sulla qualità della vita quotidiana di chi frequenta gli istituti.

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