Il governo ha scelto una strategia normativa articolata su due binari. Da un lato, un decreto legge punta a istituire “zone rosse” urbane con controlli rafforzati. Dall’altro, un disegno di legge affronta in maniera più ampia la violenza giovanile, prevedendo aggravanti per reati commessi con armi, maggiori responsabilità per i genitori e interventi educativi.
La Lega spinge per convertire parte del disegno di legge in decreto, così da rendere immediatamente operative alcune misure rivolte ai minori. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, da Seul, ha confermato: “Ci stiamo lavorando, non so se sarà pronto per martedì”. L’ipotesi è una discussione in Consiglio dei ministri entro fine mese.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha richiamato l’episodio di La Spezia, dove uno studente è stato accoltellato da un coetaneo: “Come si arriva al punto che un ragazzo porti un coltello da casa per usarlo a scuola? Servono strumenti che intervengano anche su cultura, educazione e responsabilità”.
Il pacchetto nasce da un percorso tecnico avviato da mesi, ora in fase di consultazione tra i ministeri coinvolti.
Le misure penali e amministrative per i reati in ambito scolastico
Il disegno di legge prevede un inasprimento delle sanzioni per chi viene trovato in possesso di coltelli o armi senza una valida motivazione. L’intervento normativo si concentra in particolare sui reati commessi in gruppo o nelle immediate vicinanze di istituti scolastici e aree verdi frequentate dai giovani.
Vengono introdotte aggravanti specifiche per lesioni personali, minacce, risse e violenza privata quando questi reati avvengono in prossimità degli spazi educativi o sono perpetrati da più persone insieme. L’obiettivo dichiarato è quello di creare un effetto deterrente rispetto alle condotte violente che coinvolgono minori.
Il pacchetto attribuisce inoltre maggiori responsabilità ai genitori e ai tutori per la condotta dei figli. Si tratta di un elemento che mira a rafforzare il ruolo educativo delle famiglie nella prevenzione dei comportamenti a rischio, coinvolgendo direttamente gli adulti di riferimento nel percorso di supervisione e controllo dei minori.
L’ammonimento del questore per i 12-14enni
Il pacchetto sicurezza prevede l’estensione dell’ammonimento del questore anche ai ragazzi tra i 12 e i 14 anni. Lo strumento si applica in casi specifici: lesioni personali, risse, minacce e violenza privata, ma solo quando i fatti sono commessi usando armi o oggetti atti a offendere il cui possesso non sia giustificato.
L’ammonimento è una misura preventiva che interviene prima dell’eventuale apertura di procedimenti penali. Il questore convoca il minore e i genitori per un colloquio formale, durante il quale viene segnalato il comportamento a rischio e vengono illustrate le conseguenze di una sua reiterazione. Non si tratta di una condanna, ma di un segnale di allerta che mira a interrompere condotte pericolose sul nascere.
L’obiettivo dichiarato è duplice: responsabilizzare precocemente i giovani rispetto alle proprie azioni e coinvolgere le famiglie nel percorso educativo e di prevenzione.
Le sanzioni economiche per genitori e tutori
Il disegno di legge introduce una sanzione pecuniaria a carico dei genitori o dei tutori legali dei minori coinvolti in episodi di violenza con armi o oggetti atti a offendere. L’importo previsto oscilla tra 200 e 1.000 euro e rappresenta uno strumento amministrativo per responsabilizzare le famiglie rispetto alla condotta dei figli.
L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare il ruolo educativo e di vigilanza dei genitori, coinvolgendoli in modo diretto nella prevenzione di comportamenti a rischio. La misura si inserisce in un quadro normativo che intende valorizzare la corresponsabilità tra scuola, famiglia e istituzioni nella gestione di situazioni critiche.
I metal detector negli istituti a rischio
Il pacchetto include la possibilità di installare metal detector all’ingresso delle scuole, ma non come misura generalizzata. Il ministro Valditara ha precisato che l’introduzione di questi dispositivi avverrebbe solo su richiesta esplicita della comunità scolastica e in presenza di elementi oggettivi che giustifichino l’intervento.
La proposta mira a prevenire l’ingresso di armi o oggetti pericolosi negli istituti dove si registrano situazioni di rischio concreto. L’applicazione resterebbe quindi limitata a contesti specifici, valutati caso per caso, senza trasformarsi in uno standard obbligatorio per tutte le scuole del territorio nazionale.
Le proposte sui minori stranieri avanzate dalla Lega
La Lega ha presentato un pacchetto di proposte aggiuntive rivolte specificamente ai minori stranieri, ancora in fase di valutazione politica e non incluse nella bozza attuale del disegno di legge. Gli interventi proposti riguardano tre ambiti principali:
- Una revisione delle procedure di ricongiungimento familiare
- L’esclusione dai benefici dell’accoglienza per i minori autori di reati
- L’accelerazione dei tempi di rimpatrio per i minori non accompagnati
L’obiettivo dichiarato è rafforzare la sicurezza e collegare più strettamente il sistema di accoglienza al rispetto delle norme.
Le implicazioni pratiche per studenti e scuole
Il pacchetto sicurezza potrebbe portare cambiamenti concreti nella quotidianità scolastica. L’ammonimento per i più giovani e le sanzioni ai genitori mirano a rafforzare la responsabilità condivisa tra famiglie e istituzioni.
L’eventuale introduzione di metal detector negli istituti a rischio rappresenterebbe un presidio preventivo circoscritto, applicabile solo su richiesta della comunità scolastica. Il ministro Piantedosi ha sottolineato che servono strumenti che intervengano su cultura ed educazione, non solo repressione.
La logica è costruire un clima di prevenzione attiva, coinvolgendo studenti e famiglie nel promuovere comportamenti responsabili e sicuri all’interno e attorno agli edifici scolastici.