Il 2 novembre 2026 Il Sole 24 Ore ha pubblicato un’elaborazione sui microdati campionari delle prove Invalsi relative all’anno scolastico 2025/26, mettendo in luce un divario significativo nei risultati di italiano tra studenti nativi e immigrati di prima generazione. L’analisi si basa su una scala standardizzata con media fissata convenzionalmente a 200 punti, strumento utilizzato per confrontare i livelli di competenza linguistica raggiunti dagli alunni nei diversi gradi scolastici.
Dai dati emerge che la barriera linguistica rappresenta una delle principali difficoltà per gli studenti di origine straniera nell’apprendimento a scuola. Le prove Invalsi, somministrate a livello nazionale, hanno evidenziato differenze sostanziali nelle competenze di italiano, con uno scarto che varia a seconda del livello scolastico considerato e che riflette le sfide affrontate dagli studenti immigrati nel percorso educativo italiano.
Il divario nei risultati di italiano: dalla quinta primaria alla seconda superiore
Le prove Invalsi evidenziano un divario significativo tra studenti nativi e immigrati di prima generazione nei punteggi di italiano. In quinta elementare, lo scarto raggiunge i 40 punti sulla scala standardizzata con media convenzionale fissata a 200 punti. Si tratta di una differenza marcata che segnala le difficoltà iniziali nell’apprendimento della lingua.
L’analisi dei risultati in seconda superiore, relativi a studenti cinque anni più grandi, rivela però una dinamica diversa. A questo livello scolastico, il divario si riduce a 25 punti, mostrando un’attenuazione progressiva del gap. La distanza tra i due gruppi diminuisce quindi di 15 punti nel corso del percorso formativo, passando da un divario del 20% rispetto alla media a circa il 12,5%.
Questa riduzione suggerisce che il tempo trascorso nel sistema scolastico italiano contribuisce a colmare parzialmente le differenze iniziali. Gli studenti immigrati di prima generazione mostrano un percorso di progressivo avvicinamento ai livelli dei nativi, pur mantenendo uno scarto che rimane comunque significativo anche nelle classi superiori della scuola secondaria di secondo grado.
Le possibili cause indicate: barriera linguistica e fragilità economiche
L’elaborazione di Il Sole 24 Ore individua nella barriera linguistica una delle principali difficoltà per gli studenti di origini straniere nel percorso scolastico italiano. La padronanza della lingua rappresenta infatti un prerequisito fondamentale per l’accesso ai contenuti disciplinari e per la piena partecipazione alle attività didattiche.
Il titolo dell’analisi segnala inoltre il ruolo delle fragilità economiche nell’ampliare i divari osservati. Pur senza fornire dati quantitativi specifici su questo secondo aspetto, la fonte riconosce come le condizioni economiche familiari possano interagire con le difficoltà linguistiche, contribuendo a determinare differenze nei risultati scolastici tra studenti nativi e immigrati di prima generazione.
La lettura dei dati e le cautele metodologiche
I punteggi presentati si basano su prove standardizzate Invalsi con media convenzionale fissata a 200 punti. L’elaborazione è stata condotta da Il Sole 24 Ore su microdati campionari, confrontando due rilevazioni in momenti scolastici distinti: quinta primaria e seconda superiore.