Il Ministero dell’Istruzione e del Merito sta preparando un decreto correttivo per ridefinire la distribuzione delle ore di insegnamento negli istituti tecnici. L’intervento nasce dalla necessità di chiarire quali discipline potranno recuperare le ore rispetto all’impianto iniziale della riforma e quali conseguenze si produrranno sugli organici scolastici. Resta inoltre aperta la questione delle risorse da destinare alla formazione degli insegnanti.
La notizia emerge dalle dichiarazioni di Andrea Messina, rappresentante sindacale ANIEF, rilasciate il 14 ottobre durante la trasmissione Dentro il Palazzo di Orizzonte Scuola. Messina ha riferito gli esiti del terzo confronto tra Ministero e organizzazioni sindacali, svoltosi il giorno precedente, dopo gli incontri del 6 maggio e dell’8 luglio.
Il percorso del confronto: dalle prime modifiche al nuovo testo
Il terzo confronto tra Ministero e organizzazioni sindacali, svoltosi il 13 ottobre dopo gli incontri del 6 maggio e dell’8 luglio, ha prodotto alcuni aggiustamenti al monte ore complessivo degli istituti tecnici. Secondo Andrea Messina, nel primo biennio sono state recuperate tutte le ore precedentemente sottratte all’autonomia scolastica. Nel secondo biennio le quote passano da 99 a 66 ore per ciascuna annualità, mentre nel quinto anno vengono recuperate oltre 130 delle 231 ore inizialmente interessate dalla riduzione.
Messina distingue però il recupero complessivo delle ore dalla loro effettiva restituzione alle singole discipline. “Abbiamo ribadito la necessità di proseguire su questa strada, affrontando la questione fondamentale: come queste modifiche del monte ore complessivo saranno tradotte nei quadri orari delle singole discipline”, ha dichiarato il rappresentante ANIEF.
La redistribuzione per materia non è ancora definita e sarà oggetto del decreto correttivo. Senza conoscere la nuova articolazione oraria, non è possibile stabilire quali classi di concorso recupereranno le ore e con quali effetti sulle cattedre.
Le discipline interessate: geografia, costruzioni, italiano e matematica
Tra gli insegnamenti più colpiti dall’impianto originale della riforma, Andrea Messina ha richiamato la classe di concorso A-21, relativa a Geografia, e la A-37, che riguarda le scienze e tecnologie delle costruzioni. Su entrambe, secondo il rappresentante ANIEF, il confronto avrebbe prodotto aperture da parte del Ministero, sebbene i dettagli definitivi restino subordinati al decreto correttivo.
Messina ha inoltre evidenziato le criticità per la B-14 e per altre classi di concorso degli insegnanti tecnico-pratici, che rischiano di vedere ridotte le ore o di incontrare difficoltà nel recuperare quelle sottratte all’autonomia scolastica.
Per quanto riguarda italiano, il rappresentante sindacale ha indicato la possibilità di un recupero di ore nel quinto anno, mentre ha sottolineato che anche matematica meriterebbe analoga attenzione. Alla domanda se italiano tornerà con un numero maggiore di ore, Messina ha però invitato alla prudenza: “Da parte del Ministero c’è un’apertura, però finché non vedo i nuovi quadri orari e il nuovo decreto non metto la mano sul fuoco”.
L’effettivo riequilibrio delle discipline dipenderà dunque dalla pubblicazione del testo ufficiale.
Gli effetti sugli organici: cattedre sotto le 18 ore e rischio titolarità
La riduzione delle ore prevista dalla riforma rischia di creare situazioni di soprannumerarietà o perdita di titolarità per alcuni docenti. Con questi termini si intende il rischio che un insegnante non raggiunga più le 18 ore settimanali necessarie per mantenere la cattedra nella propria scuola di titolarità, con conseguente trasferimento d’ufficio.
ANIEF chiede al Ministero misure specifiche di tutela degli organici. Messina ricorda che una nota ministeriale ha permesso, per l’anno in corso, di costituire cattedre con un numero di ore inferiore a 18. Il sindacato chiede che questa possibilità venga valutata anche per gli anni successivi, per evitare la perdita di titolarità. Si tratta però di una soluzione temporanea, non strutturale.
Le atipicità proposte: più classi di concorso sullo stesso insegnamento
Il sindacato ANIEF ha avanzato una proposta per ampliare le cosiddette atipicità, ovvero la possibilità di attribuire determinati insegnamenti a più classi di concorso, quando titoli e competenze disciplinari dei docenti lo consentano. L’obiettivo è ridurre il rischio che un insegnante perda ore di cattedra pur disponendo di una preparazione adeguata per coprire altri insegnamenti presenti nello stesso indirizzo.
Secondo Messina, “abbiamo chiesto anche l’ampliamento delle atipicità, prevedendo, laddove coerente con i titoli e le competenze disciplinari, l’attribuzione di determinati insegnamenti a più classi di concorso”. La misura rappresenterebbe uno strumento di flessibilità per salvaguardare gli organici e garantire continuità didattica nelle scuole, evitando situazioni di esubero legate alla rigidità delle assegnazioni.
Le prossime tappe: attesa per il nuovo decreto e tavolo di fine ottobre
Il Ministero ha annunciato un ulteriore decreto correttivo che interverrà sui quadri orari delle singole discipline. Un nuovo confronto con i sindacati potrebbe essere convocato entro la fine di ottobre per discutere il provvedimento.
“Il prossimo incontro sarà sul nuovo decreto ministeriale correttivo dei quadri orari e lì avremo certezze maggiori su come saranno recuperate le ore delle classi di concorso danneggiate”, ha dichiarato Messina, sottolineando l’importanza di attendere il testo ufficiale prima di confermare i recuperi.